Barnaba si volse verso le comari che facevano un circolo di occhi curiosi e di faccie interrogative intorno alla Ghita ed al nuovo venuto.
— Madame, diss'egli facendo scorrere sulle vecchie uno sguardo severo ed imperioso: abbiano la bontà di lasciarci.
Le comari, spaventate da quella guardatura, non ostante tutta la loro curiosità si affrettarono verso la porta e parvero gareggiare a chi uscisse prima. Barnaba e Ghita rimasero soli nella loggia.
— Sora Ghita, incominciò di botto il primo dei due; in alto luogo non si è contenti di Lei.
La portinaia strabiliò.
— Come! diss'ella tutto commossa. Non si è contenti di me? Perchè? Che cosa ho io fatto? Nessuno può dir tanto così sul mio conto, per nessun verso; e se il signor Commissario, come Lei dice, la manda qui per rimproverarmi, la lo può accertare che fui calunniata.
E il poliziotto, coll'aspetto il più severo e minaccioso:
— Ella tien mano ai nemici del Governo.
— Io? Gesù buono! Come si può dire una calunnia falsa di questa fatta?
— Ella sparla degli atti e dei funzionari del Governo di S. M.