Un lieve rossore corse alle guancie di Gian-Luigi.

— Che vuoi tu dire? interrogò egli lampeggiando dagli occhi.

E Maurilio, con calma, e quasi afflitto:

— Ieri sera alla taverna di Pelone ho scoperto qual fosse l'individuo che porta il nomignolo di medichino famoso nella cronaca dei delitti....

Gian-Luigi questa volta impallidì; ma in mezzo la sua fronte si disegnò quella tal ruga che conosciamo. Sorse di scatto, e disse con impeto e con accento di comando:

— Taci! Non più una parola!

Passeggiò in lungo e in largo per la camera alcuni istanti: poi si piantò di nuovo innanzi a Maurilio:

— Ebben sì, son io quello.... Vuoi tu perdermi? Vammi a denunziare al commissario Tofi, e n'avrai buon premio.

— Gian-Luigi! esclamò con rampogna Maurilio.

— Dovresti farlo! Avresti così tolto di mezzo un accanito ed implacabile nemico di quella società che tu hai preso a difendere così bene.