— Io ho creduto che tu ci avessi parte.

— Niente affatto. Non mi si disse manco che la cosa doveva farsi la notte scorsa: quel sornione di Graffigna fa sempre così. Ed io fui arrestato alla fabbrica Benda.

— Tanto meglio: disse Andrea, cui tornò una specie di sollievo sapere che quell'uomo con cui discorreva non s'era macchiato dell'atroce delitto, e sentì alquanto scemarsi la ripulsione che aveva a parlargli.

Raccontò a Marcaccio tutto quello che aveva appreso intorno alla sorte di Nariccia: e ciò che sul mariuolo fece maggior effetto fu l'idea del vistosissimo bottino che gli assassini dovevano aver fatto.

— Alla croce di Dio! de' bei sacchetti e' li avranno portati via di colà..... Mi par mill'anni di esser fuori di qui per averne la mia parte..... chè una buona porzione ce ne viene a noi due..... anche a te che li hai messi dentro quella casa..... Senza di noi non ci sarebbero riusciti.

Andrea tornò a provare tutto il ribrezzo ed il rimorso di poc'anzi.

— E tu dunque, riprese a dire Marcaccio, poichè il suo compagno si taceva; tu temi che per tal cagione t'abbiano arrestato. Or dunque dimmi un po': all'interrogatorio che cosa conti tu di rispondere?

— Ah non so davvero. Ho paura che leggano subito nel mio turbamento tutta la verità.

— Bubbole! Ci vuole franchezza e coraggio. Dà retta a me e ringrazia il tuo santo protettore che ti ha fatto incontrar qui con un amico par mio: altrimenti tu mi avresti fatta una solenne frittata, rovinato te e compromesso altrui. Bisogna negare fermo, forte e tutto. Non c'è alcuno che possa tradirti, perchè nè io nè altri con cui tu avesti da fare puoi esser certo che aprirà bocca. Non si è tanto gonzi. Tu non hai visto nulla, tu non sai di nulla, tu non hai sentito di nulla. Non si esce di lì. Ti terranno un par di settimane a mangiar gratis il pan dello Stato e la minestra della Misericordia e poi ti daranno il largo....

— Un par di settimane! esclamò spaventato Andrea: oh che io avrei da rimaner qui cotanto?