— Che pensi tu di fare?

— Non so: rispose con voce appena da udirsi Maurilio, la cui mente pareva ad un tratto sviata a tutt'altri pensieri.

— Non sai? esclamò Gian-Luigi. Ecco sempre i soliti giuochi di quel demone dell'azzardo! I suoi favori cascano su quelli che sono impreparati a riceverli... Ah! se io fossi a luogo tuo!...

S'interruppe e tornò a fare alcuni giri per la stanza; poi venne in faccia a Maurilio che stava sempre in piedi presso il camino e gli pose le due mani sulle spalle.

— Ho sperato anch'io potere un dì rivendicare come miei un nome ed una famiglia... Pochi giorni sono mi venne in mano quasi un bandolo della matassa.....

— Come! in che modo? chiese con interesse Maurilio richiamato dagli atti del compagno a fare attenzione alle parole di lui.

Ma un ratto annuvolamento ebbe luogo sul volto di Quercia.

— Eh! appena colto il bandolo mi si è strappato di mano.... Oh chi potesse trovar modo d'andare a chiamare il suo segreto ad un cadavere!...

Maurilio che conosceva l'esistenza dello squarcio di lettera stato trovato su Gian-Luigi quando raccolto nella ruota degli esposti, gli domandò se quella fugace speranza si era annodata a quel pezzo di carta.

— Sì, rispose Quercia: ma non ti posso dire di più.