— E?... e?... disse poi il frate.
— Che cosa? interrogò il marchese superbamente.
— E il fanciullo? susurrò con voce sommessa che quasi non s'udiva, padre Bonaventura.
Nella faccia del marchese apparì quella feroce espressione che già gli conosciamo.
— Quel fanciullo, diss'egli a voce bassa, ma fremente, è l'onta della mia famiglia personificata: e come questa onta si de' cancellare, così egli ha da scomparire.
Padre Bonaventura si trasse indietro colla seggiola; Nariccia fece un leggier trasalto sulla sua.
— Scomparire! esclamò il frate; come la intende, signor marchese?
Questi si piegò verso il gesuita.
— Che privilegio può aver egli ad una sorte diversa da quella degli altri frutti di simili colpe? La famiglia di suo padre andrà dispersa, nella nostra non può entrare: non gli resta che il destino del trovatello. Sarà posto come tale in un ospizio.
I due che udivano queste parole erano troppo soggetti al potente personaggio che parlava, per manifestare in alcun modo, anche il più lieve, la menoma riprovazione, e fors'anco non sentivano neppure entro sè veruno sentimento siffatto; ma tuttavia a que' detti del marchese tenne dietro un silenzio che tornò per tutti impaccioso e che nessuno sapeva rompere.