Baldissero levò la testa con qualche vivacità:
— Ah! quali?
— Trar subito fuori di questa casa l'illustrissima signora marchesina Aurora.
— Per condurla dove?
— Ho già preso a pigione una comoda casetta fuori di città dove è intenzione di S. E. che nascostamente da tutti la stia finchè siasi sgravata... E mi pare opportuno profittare di questo suo stato medesimo per togliere la signora marchesina di qua.
Il marchese stette un momento sopra pensiero e poi rispose asciuttamente:
— Fate quel che vi ha comandato mio padre.
Quando Aurora tornò in sè la si trovò in letto entro una stanza che non aveva visto mai, con intorno un medico sconosciuto, la sua cameriera Modestina e dietro le cortine del letto l'ombra d'un uomo ch'ella non poteva scorgere chi fosse.
Dapprincipio non la si ricordò di nulla; non sentiva che un indolorimento generale, e per raccogliere il suo pensiero aveva bisogno d'uno sforzo penosissimo che gli tornava come una viva trafittura al cervello. Ma poi venne la funesta memoria: gittò un grido e volle gettarsi giù dal letto: ve la trattennero con amorosa violenza.
— Lasciatemi, lasciatemi.... Il mio Maurilio!.... Il mio Maurilio!.... Dov'è?... Voglio vederlo ancora.... Siate pietosi.... Vo' morire con lui.