Maurilio aveva il respiro impacciato, come preso da un lieve affanno, e più impacciato il labbro che non sapeva trovare parola; il gesuita gli prese di nuovo una mano fra le sue e dissegli più amorevolmente che mai:

— Mio caro amico, caro figliuolo.... La mi permette ch'io la chiami così?... S'immagina Ella qualche poco il motivo che mi ha fatto mandarla a pregare di venire qui?

Maurilio esitò un momento a rispondere: trasse un grosso respiro, come chiamando in suo soccorso il fiato che l'emozione gli impediva di venir liberamente alla gola, tolse dalle mani del gesuita la sua destra fredda come un pezzo di ghiaccio e incrociando le dita delle mani che premeva forte sulle sue ginocchia, rispose poscia con quella sua voce ordinariamente sorda e contenuta, che non aveva vibrazione ed armonia se non quando la potenza di un'idea o di un affetto scuoteva l'intimo esser suo:

— Le parole della nonna di Luchino me ne diedero un sospetto.... Ella vuole parlarmi della famiglia che fu mia e che mi ha rigettato.

— Adagio, disse il gesuita con quel suo accento dolcereccio che gli era abituale, accompagnato da un pari sorriso. Secondo il benedetto uso di tutta la gioventù, Ella galoppa colla fantasia, e le sue supposizioni vanno al di là del vero.

Maurilio diede in un leggero trasalto e volse al frate la sua faccia più turbata e più impallidita di prima.

— Che? interrogò egli: non ha da esser questo l'argomento del nostro colloquio? Non sono io dunque ancora al punto fatale in cui metterò finalmente la mano sul motto dell'enimma che è la mia vita?

— La mi fa due interrogazioni a cui non posso fare la medesima risposta. Alla prima posso dare un'affermativa: sì, noi siamo qui appunto per discorrere amichevolmente di alcune cose, di qualche circostanza che possono influire sulle ulteriori determinazioni da prendersi per parte di certuni cui tale argomento interessa massimamente. Quanto alla seconda interrogazione, se cioè ora Ella possa scoprir tutto ciò che la riguarda, debbo, con mio gran rincrescimento, rispondere che io non ho nè qualità, nè mandato per rivelarle dei segreti che posso conoscere, ma che non m'appartengono....

Maurilio s'alzò di scatto da sedere e girò tutt'intorno alla stanza uno sguardo fra sospettoso e investigatore.

— Che cosa sono dunque venuto a fare qui? Che cose, che circostanze son quelle intorno a cui mi si vuole discorrere, e forse scrutare? Se Ella non può aprirmi il vero, perchè sciupare tuttedue il tempo in inutili parole, che nulla hanno da conchiudere?