— È una conversazione amichevole, come vi ho già detto, in cui, spero che andremo d'accordo.

— E di ciò ha Ella ricevuto incarico da codesta mia famiglia?

— Non vi dico che sia così: rispose gesuiticamente fra' Bonaventura; ma fate come se così fosse.

Il giovane incrociò le braccia al petto in una mossa di superba aspettazione.

— Parli dunque Lei primo, Padre reverendo. Esponga il credo che io dovrei avere, perchè i miei congiunti si risolvessero a fare il loro dovere: quello di riparare ad un infame delitto onde mi fecero vittima. Io le dirò di poi se potrò giurare in quelle verba magistri.

— Ahi! pensò il gesuita: egli è orgoglioso al par di Satana.

Assunse il contegno più umile e più benigno che e' potesse, congiunse le mani, levò gli occhi al soffitto, come per cercare ispirazione dal Cielo e cominciò:

— Quantunque sia la prima volta che noi ci troviamo fronte a fronte, io è già da qualche tempo che ho imparato a conoscervi ed apprezzarvi.

Era una piccola bugia; ma secondo la morale gesuitica l'onestà del fine giustificava agli occhi del frate la lieve colpa del mezzo.

— Che! esclamò Maurilio stupito. Ella mi conosceva?