Stettero così un poco; e la dolorosa amaritudine di quelle anime in tale istante, chi la potrebbe dire? Fu la Paolina che, con quel filo di voce che le rimaneva, cominciò a parlare.
— Calmati, Andrea, e fa coraggio, te ne prego.
Era essa, la santa donna, che riconfortava il marito; essa che andava persuasa di morire, di dover abbandonare nel mondo, in quelle sì triste condizioni in cui erano, i figli suoi; essa che da ciò aveva all'anima il più grande dolore che anima di madre abbia provato mai!
— Non pianger più..... Tu sei un uomo... Conviene che tu abbia forza... Senti, Andrea: ti voglio domandare un piacere, un gran piacere, sai, che mi farà bene, ma tanto, tanto bene.
— Oh parla: esclamò vivamente il marito: e qualunque cosa sia, ti giuro che io lo farò.
— Ho bisogno di vedere i nostri figliuoli... Conducimili qui... Non dev'essere proibito di condurre de' figliuoli a vedere la madre ammalata... Se fosse proibito anche questo, per noi povera gente, va a domandare la grazia da chi occorre, anche dal Re se fa bisogno... te ne supplico, ma conducimi qui i miei bambini... Tutti, sai! Anche l'ultimo... Povero piccino!... Ah! poveri tutti!...
Si tacque chè la commozione le faceva groppo alla gola, e si voltò in là perchè il pianto le riempiva di nuovo gli occhi.
— Sta tranquilla, rispose Andrea, dovessi mettere sottosopra il mondo, ti contenterò.....
— Quando? quando? chiese con ansia e sollecitudine l'inferma.
— Per oggi mi è impossibile, che già è troppo tardi, e prima che io sia andato e venuto, è di là di trascorsa l'ora in cui qui ci si lascia entrare; ma domattina, sta sicura che verrò qui coi nostri figliuoli per mano.