—Ebbene, che m'importa?

—Vuole parlarti.

—Ditegli che dormo, che mi riposo… che sono occupato.

—No; è meglio che tu lo veda subito e te ne liberi… Egli ha parlato colla monaca… Chi sa che cosa la gli avrà detto… Sai che pedante egli è… Si faranno delle ciancie in casa sua… Va, mostrati afflitto, accasciato…

Lorenzo esitò un momentino; parve che non gli piacesse troppo aver da fare col cugino: ma poi, con subita risoluzione, si gettò giù dal letto.

—Dov'è? chiese.

—È nella camera di… della morta.

—Ah! non colà, sclamò vivamente il vedovo. Fatelo passare nel salotto.

Emilio Danzàno era un vero galantuomo che aveva poca amicizia e niuna stima pel cugino Lograve, ma che aveva sentito sempre, dacchè l'aveva conosciuta, molta compassione per la moglie di lui; e questa era stata la cagione che aveva fatto accettare a lui e a sua moglie di tenere al battesimo il neonato di Luisa. Quella mattina, venuto a prendere le nuove dell'inferma, egli trovò la monaca sola a pregare presso la morta. Dalla monaca seppe come, e con che parole, la poveretta fosse spirata.

—Povera donna! mormorò guardando con profonda pietà quel cadavere: poi chiese di vedere il cugino Lorenzo.