Gli uomini invece rimpiangevano la mancanza del giovane: il padre Danzàno, sempre ancora deboluccio, desiderava i consigli e le cure medicali del figlioccio, Cesare credeva che Emilio avrebbe trovato modo di far passare più gradevolmente certe ore che tornavano lunghe, e Alberto medesimo, il quale aveva finito per abbandonarsi completamente alla ostentata bonarietà del Lograve, pensava che questi non sarebbe stato di troppo in quella solitudine. Ma per Matilde il tempo non era nè lungo, nè pesante: accompagnare a braccetto il padre in passeggiatine, che a poco a poco ridonavano le forze al convalescente; fare più lunghe gite in quelle amenissime valli col marito e bambini; giocare con questi, che riempivano la casa delle loro risa; badare al domestico governo, così che tutto camminasse a perfezione con grande soddisfacimento di tutti i suoi, erano le sue occupazioni ed essa non trovava mai che le sopravanzasse un'ora da lasciar prender dalla noja.

Ed ecco una mattina, dopo forse due settimane che erano colassù, gli abitanti della villa Nori videro aprirsi le finestre del palazzotto e uomini spazzare, ripulire, spolverare, lavar vetri, appiccar tende, scuotere tappeti.

—Che novità è questa? disse Alberto di mala voglia. Sta a vedere che ci viene a disturbare qualche seccante di vicino.

Battista fu mandato ad informarsi, e tornò colla notizia che il palazzotto era stato affittato per tutta la stagione, e che a giorni stava per arrivare il nuovo pigionale.

Alberto lo mandò di tutto cuore al diavolo. Che bestialità aveva fatta, esclamò, a non comprare ad ogni modo quella bicocca! Ora avrebbero dovuto rassegnarsi alla seccatura di aver lì a ridosso chi sa chi, forse indiscreto, pettegolo, maligno, che poteva ficcare, ed avrebbe ficcato il naso nei fatti loro. Almeno si sapesse chi fosse!

Battista, che aveva ascoltato colla sua aria da nesci, senza batter ciglio, fu rimandato a interrogare, tornò a riferire con aria, più da nesci di prima, che non si conosceva il nome del forestiero, ma che si sapeva che era un uomo solo col suo servitore.

—Meno male! disse Alberto. Possiamo sperare di salvarci dai pettegolezzi.

Non era passato il terzo giorno, quando una carrozza da posta fermavasi al cancello della villa Nori, e gli abitanti di questa, chiamati fuori dalla curiosità, videro scendere e penetrare con passo affrettato in giardino Emilio Lograve. Esclamazioni di stupore, saluti ed abbracci degli uomini. Matilde avrebbe fatto volentieri una smorfia; fece in cambio un sorriso ospitale.

—Sei stato proprio buono a venirci fare una visita in questo deserto! disse Alberto.

—Una visita! rispose Emilio con allegra baldanza. Ah, credete di liberarvi di me come di una visita? Sapete una cosa? Partiti voi, mi sono accorto che era un'uggia insoffribile il rimanere in città. Ho fatto su le mie valigie, ed eccomi qui per non andarmene via più che quando ve ne andrete voi altri.