“Ella impallidì; si trasse vivamente in là, mutò subito maniere ed aspetto; si premè con una mano il cuore, e quando io a quella vista mi tacqui sovraccolto da un tremito improvviso, ella gettò un grido e fuggì.

“La mia sentenza era pronunciata. Caddi in ginocchio in quel punto dove ella era poc'anzi, e sentii il cuore rompermisi dall'affanno. Avevo di me stesso vergogna. Poter credere di essere amato! Io? Oh ella doveva ridere di me. Non avevo ottenuto che di sciogliere quel poco legame che mi avvinceva a lei, e che era pure il mio solo bene. Come avrei potuto ancora venirle per casa? come rivederla?

“Quello non era ancora il maggior dolore che mi dovesse toccare; ed era già sì grande! Ricevei quel medesimo giorno una lettera d'Albina.”

XVI.

“In quella lettera ella mi narrava come, fin da quando era ancor giovinetta, avesse dato il suo cuore ad un uomo; i dolori e le sventure sopravvenute non avere quell'affetto cancellato, e ora che l'occasione era nata in cui aveva potuto con quell'uomo accontarsi, tratti da scambievole amore, essersi giurata eterna fede. Volessi compatirla; seguitassi ad amarla come fratello: non le amareggiassi la felicità del suo corrisposto affetto col pensiero ch'io soffriva per lei....

“Ah! dovevo rinserrare nel cuore la cruda angoscia e comparirle dinanzi sorridente, lieto testimonio della felicità d'un altro!

“Non vi dirò che rodimento fosse il mio. Immaginatevi quanti più acuti tormenti possa cuore umano provare in uno spasimo uguale a quello dell'agonia!

“I miei primi propositi furono propositi di sangue. Nella mia mite natura l'angoscia trovò pur tanta ferocia da farmi provare una voluttà nel pensiero d'uccidere quell'uomo che possedeva un tanto bene a me negato, d'uccidere anche lei!....

“Ma questo violento parosismo di furore in me non poteva durare. M'accasciai sotto la sciagura che mi percuoteva, piansi disperatamente; e quando ebbi tutte versate le mie lagrime, mi levai con animo risoluto e corsi da Albina. La volevo ad ogni costo felice, lei; a costo anche d'ogni mio bene.

“Avete avuto torto, le dissi, a non confidarmi tutto. Ora trattatemi davvero da fratello, e io benedirò alla vostra felicità.