Chille, che nce hanno tanto reparate.
Veve 'â salute 'e tutte; e auze 'o rite
'Ruosse, e repete: Juorne furtunate
A lu Ministre nuoste prià' ve 'nvite.
Si resta 'natu poche 'stu guvierne
Annure jamme de state e de vierne.
[11] Il prof. Francesco d'Ovidio, annunziando nella Rivista di Filologia e d'Istruzione classica, il prezioso opuscolo del mio illustre maestro Giovanni Flechia su' Nomi Locali del Napolitano, derivati da gentilizî Italici, mi vorrebbe fare stimar da' leggitori di quel periodico (pochi ma valenti, come i versi del Tosti) troppo più ciuco di quanto sono. Mi rimprovera di:—«sperare di dovere il mio cognome alla fata meridiana (in napolitano la 'Mbriana.)»—Dio buono! ricordo, sissignore, d'aver detto questa corbelleria: ma sedendo ozioso in un caffè, per celia, per mero scherzo; ned avrei immaginato che uno, il quale mi si dice amico, potesse rinfacciarmi, come opinione seria, un bisquizzo, una facezia scipita, uno scherzo, una freddura, una etimologia lunatica! Mi si lasci aggiungere, che non mi par giusta la ingegnosa derivazione d'Imbriani da Amaredianum, arzigogolata dal Flechia. Il nostro cognome non è propriamente napolitano, anzi si trova tuttavia in Capua (Giulio Cesare Imbriani fu giureconsulto illustre del cinquecento) in Roccabascerana ed anche nell'Umbria. Tradizione di famiglia è, che sia corruzione d'Umbriano; ed in tal forma il nome s'incontra, se non erro, persino nelle tavole eugubine. Umbriano starebbe ad Umbro, come Costantiniano e Valentiniano eccetera a Costantino e Valentino, che sono tutt'una cosa con Costante e Valente; ma c'era questa tendenza ad allungare i nomi; e, se mal non mi ricordo, ho letto su questo fenomeno sedici anni or sono una bellissima lettera autografa del Borghese, ch'era nelle mani di un professor di Berlino. Per me, ritengo Imbriani derivato dal gentilizio antico Imber; e rammento di aver letto, non so più in quale antico scrittore, d'un Imber Ater (horrendi ominis nomen) sollevato a non so che onori. Da Imber sarebbe venuto Imbrius e poi Imbrianum, nome locale, trasformato quindi in cognome. Da Imber abbiamo pure Imbrinium, luogo del Sannio, mentovato da Livio, (VIII.XXX): Q. Fabius, cum post profectionem dictatoris per exploratores comperisset, perinde omnia solata apud hostes esse, ac si nemo Romanus in Samnio esset, seu ferox adolescens indignitate accensus, quod omnia in dictatore viderentur reposita esse, seu occasione bene gerendae rei inductus, exercito instructo paratoque ad Imbrinium, ita vocant locum, acie cum Samnitibus conflixit. Imbrinio vien certamente da Imbre e forsanche Imbriani potrebb'essere corruzione d'Imbrinianus (sostituendo per contrazione, Imbrignani, forma più naturale). Due torrentelli, che si veggono andando da Sammartino-Valle-Caudina a Pannarano, si chiaman tuttavia col nome caratteristico d'Imbrianelle.