Zitella tene la f.... sotto la vonnella.
Raazza bona pe' lo c....
Figliole, li piaceno re cetrola.
Picciriddri e piccereddre,
Sse re giocano re noceddre (nocciuole).
So' fraschette re picciotte,
Recotte tennero re guagliotte.
(Nota di Scipione Capone).
[5] Prejato da prejarsi, rallegrarsi. Nel dialetto si usa anche leto, allegro, contento, giolivo; ma il prejarsi esprime l'allegria nascente dalla sorpresa insieme e dalla soddisfazione. Gio' re Tata vale gioja di papà. Ma dalla bocca de' Montellesi odesi pronunciare Giore Tata; Giore con affettato strascico e foderando l'o tanto da unirlo al re. Separandosi le due voci perdesi tutto l'effetto della effusione, che si sente nel giore, come qui va pronunziato. Non posso dare altra ragione di questa unione. (Nota di Scipione Capone).
[6] Lloco, là. Avverbio usitato anche in lingua aulica da' duecentisti. Fra Jacopone.