Dopò mangiàa e ben bevuu,
Sti Sgrazon han tolt el duu,
E da par mì là sont restaa,
Che l' ost da mi voeus ess pagàa).
Per Bosinaa o meglio Bosinada, s'intende una storia, o composizione in versi vernacoli milanesi, da Bosin che sarebber gli uomini, che le andavano cantando o recitando per le vie, i rapsodi.
[15] Candirin, candeluzza, candeletta.
[16] Scherzàa, burlato.
[17] Pianta de figh, ficaja, fico (l'albero) che del resto si dice anche figh e fighee, e fighera. Ma fighera è propriamente quel fico, il quale, da un grosso ceppo terragnuolo, manda fuori molti e larghissimi bracciuoli. È così detto per distinguerlo dall'albero da fico a pedale alto, il quale chiamano semplicemente figh. Intorno a' fichi sarebbe da vedere l'opera curiosa, che non ho potuto procacciarmi, di G. F. Angelita: I pomi d'oro, dove si contengono due lettioni de'fichi l'una e de' melloni l'altra. Aggiuntavi una lettione delle lumache (in quarto, Ricanati, MDCVII) la quale mi si afferma trattar non solo della fichicoltura e della mellonicultura, anzi pure di antichità, proverbi, eccetera.
[18] Dondà e dondinà, dondolare. Nella Noeuva Bosinaa d'on contrast tra la patrona e la serva. (In Milano, per li fratelli Bolzani, con licenza de' Superiori, 1717) dice la padrona alla serva pigra:
E te ve dree dondand par cà