Oh Dio! questo caro ostiere, egli è morto, l'ho pianto che non lo avrei pianto di più se fosse stato uno della mia discendenza. I suoi figli, miei discepoli, m'incaricarono di esaminarne le carte, e vi trovai un numero ragguardevole di storie, ognuna delle quali era più importante dell'altra, e di cui fanno parte le due che verranno. Io volea pubblicarle tutte in una volta, ma il libraio omiciattolo gioviale, scherzevole, e malizioso anzichè no, mi disse che intanto bastava presentare il pubblico di sole due. Aspetterò dunque che lo stesso libraio venga a chiedermi l'altre.

Dopo tali premesse; ognuno vedrà quanta ingiustizia sarebbe il sentenziarmi d'incapacità nello scrivere fondando il giudizio su i Racconti del mio Ostiere. Credo aver date prove che avrei saputo scrivergli se avessi voluto, ma non essendo in questo modo la cosa, tutta la critica dee cader sull'ostiere, se i racconti non piacciano; che se poi piacessero tutto l'elogio è dovuto a me perchè senza di me non si sarebbero conosciuti.

Jedediah Cleishbotham.

I PURITANI

DI SCOZIA

CAPITOLO PRIMO.

»Della rôcca alle porte in l'ora bruna

»Stian cento prodi, nè un di lor rallenti

»Le briglie al corridor pria d'un mio cenno.