»Con qual diritto, o signore, questi soldati m'hanno tolto alla mia famiglia, mi hanno caricato di ferri, mi hanno condotto dinanzi a voi?»
»Per mio ordine; e or vi dò l'altro di tacere e d'ascoltare le mie domande.»
»Voglio prima sapere, Morton arditamente replicò, se io sia legalmente arrestato, s'io mi trovi dinanzi ad un magistrato civile, o in vece se i diritti della mia patria non sieno posti in non cale e vilipesi sulla mia persona.»
»In fede mia, sclamò il colonnello, costui non manca di risolutezza!»
»Siete voi pazzo? si fe' a dire il maggiore. Per l'amor di Dio, Enrico! pensate che siete alla presenza di un ufiziale superiore di sua maestà.»
»Per ciò appunto, o signore, Enrico replicò, bramo sapere con qual diritto egli mi tenga prigioniero, allorchè nessun ordine d'arresto è stato messo contro di me. Se fossi al cospetto d'un magistrato, saprei allor contenermi colla dovutagli sommissione.»
»Il vostro giovane amico, disse Claverhouse voltosi al maggiore, è un di que' signorini che soffrono il puntiglio, e non vorrebbero nè anco annodar la cravatta senza un ordine del giudice di pace; ma gl'insegnerò prima di separarci, che i miei distintivi militari possono equivalere alla mazza d'un giudice. — In somma per terminare la discussione, vorreste dirmi, quel giovane, quando e dove avete veduto Balfour di Burley?»
»Siccome non ravviso in voi il diritto di farmi tale interrogazione, così non vi darò alcuna risposta.»
»Dunque risponderò io in vece vostra. Voi avete confessato al mio sergente che deste asilo a questo Balfour nel castello di vostro zio. Perchè meco non vi comportate con eguale franchezza?»
»Perchè presumo che la vostra nascita e la vostra educazione vi abbiano posto in istato di conoscere quai sieno i diritti di ogni Scozzese, e perchè voglio farvi vedere come fra gli Scozzesi si trovino alcuni uomini capaci di far valer tai diritti.»