»Non vi nomate voi Balfour di Burley?» gli chiese Graham, che in questo mezzo avea confrontati i lineamenti dell'uomo cui favellava, coi contrassegni trasmessine per ogni dove.

»E quand'anche mi nomassi Balfour di Burley, qual cosa avresti tu a dirgli?»

»Che essendo egli escluso dal perdono ch'io sono incaricato d'offerirgli, non sono spedito a negoziar seco lui.»

»Sei ancor giovine, amico mio, e quindi assai novizio nel tuo mestiere. Altrimenti sapresti che non è lecito negoziare con un esercito se non se pel canale de' capi dello stesso esercito, e che chi si comporta diversamente perde il diritto a' suoi salvocondotti.»

Così parlando afferrò la sua carabina volgendone la punta contro Graham.

»Le minacce d'un assassino non faran sì ch'io non adempisca il mio debito. — Brava gente, si fece indi a promulgare alzando la voce. Perdono generale se deponete le armi!...»

»T'ho avvertito» aggiunse Burley, mettendosi l'arme alla guancia.

»Eccetto continuava Graham, per coloro...»

»Dio abbia misericordia dell'anima tua!» sclamò allora Burley, e fe' scattare il grilletto della carabina.

Fu mortale il colpo. Graham cadde da cavallo. »Povera madre mia!» furono le sole parole che articolò, nè più aperse gli occhi. Il trombetta che lo accompagnava si diè tosto a fuggire alla volta del suo reggimento e il cavallo del defunto il seguì.