»Lasciate ch'ei parli; imperò Macbriar. Lo sa il cielo se le nostre viscere si erano commosse a favor di costui. Noi volevamo far brillare ai suoi sguardi la luce del cielo. — Chiuse gli occhi per non vederla! Insegnargli la verità. — Si turò le orecchie per non ascoltarla! — Parla, o giovane. Che puoi tu addurre per tua discolpa?»
Dopo avere finalmente ottenuto che essi tacessero, Morton enumerò i motivi che lo aveano condotto al campo del duca di Monmouth, rendè conto del parlamento avuto con questo generalissimo, giustificò la condotta che ei tenne durante l'azione »e se ognuno, ei conchiuse, avesse voluto seguirmi alla pugna, l'esercito presbiteriano anzichè trovarsi in uno stato di sconfitta e di dispersione, sarebbe or trionfante, o per lo meno in essere di negoziare per favorevoli condizioni di pace.»
»Lo udite? sclamò Abacucco; non parla che di vie umane; egli ha per nulla il soccorso che viene dall'alto. Ch'ei muoia di morte!»
»Silenzio! tornò in campo Macbriar. Non ho per anche finito d'interrogarlo. — Non fu, o Morton, il tuo aiuto che sottrasse il reprobo Evandale alla prigione ed alla morte? Negherai che salvasti dal fendente delle nostre sciabole Miles Bellenden e quella sua guernigione di rompicolli?»
»Se non avete altri delitti da rampognarmi, questi mi glorio di confessarli.»
»Avete udito? riprese a dir Macbriar. — Rispondimi ancora. Non è egli vero che tradisti la causa d'Israello per una femmina madianita, per amore di Editta Bellenden?»
»Voi non siete gente fatta per dar giusto prezzo ai sensi; che questa giovane abbia potuto inspirarmi; rispose Enrico rafforzando il tuon della voce. Ma quand'anche ella non fosse mai stata su questa terra, mi sarei comportato nel modo medesimo.»
»Già tu sei un ribelle indurato contro la verità. — Però dinne. Quando salvasti la vecchia Margherita Bellenden e quella sua pronipote, non ti prefigesti di far andare a male i savi divisamenti di Burley, inteso con Basilio Olifant, con quel Basilio Olifant che avea promesso di unirsi a noi, e insieme a lui tutto il nerbo de' suoi vassalli, se gli venivano assicurati i beni posseduti da queste due femmine?»
»Non ho mai avuta notizia d'un tal patto infamissimo. Dunque la vostra religione vi permette l'adoperare vie così atroci, così abbominevoli...»
»Zitto là! Non tocca a te il dare lezioni a chi t'è maestro. — In somma, o Morton, voi avete confessato tanti misfatti e tanti tradimenti quanti basterebbero ad attirare la collera del Signore sopra tutto un esercito, fosse anche numeroso come i grani di arena che coprono le spiagge del mare. — Noi dicevamo con Giosuè: ond'è che Israello è fuggito al cospetto de' suoi nemici? E pronunziavamo appunto tai detti allorchè ci siete apparso dinanzi. Ella è la Provvidenza che vi ha posto nelle nostre mani per assoggettarvi al castigo troppo meritato da chi fece piovere l'ira di Dio sul suo popolo. Noi medesimi ci renderemmo rei col lasciarvi la vita. Dunque ascoltatemi attentamente. Siamo tuttavia in sabbato, nè profaneremo un tal giorno con ispargimento di sangue. Ma appena quell'orologio segnerà mezza notte, verrete cancellato dal novero de' viventi. Profittate pertanto de' brevi istanti che vi rimangono, e preparatevi al viaggio dell'eternità. — Fratelli, assicuratevi del prigioniero e impadronitevi delle sue armi.»