Notizia riuscita sopra tutti grata ad Aymer, il quale non troppo avvezzo a peregrinazioni sì disagiate, nel durare del precedente cammino aveva avuta tanta paura de' torrenti e delle paludi, che nol prese curiosità di movere nessuna interrogazione alla guida. Ma in allora sentendosi meglio, nè presentando alcun rischio il bel viale che rimaneva a farsi, cedè alla curiosità che gli fece indirigere diverse inchieste allo straniero. «Chi siete voi?» Fu questa la prima.
«Un pellegrino,» rispose l'altro, «e vengo di Terra Santa.»
Allora il Templario: «Avreste fatto meglio a rimanervi combattendo per la liberazione del Santo Sepolcro.»
«Gli è vero, ser cavaliere» rispose il pellegrino, che ravvisò a quanto parve il Templario. «Ma mentre coloro che si sono obbligati con sacramento a liberare la Santa Città, viaggiano in parti sì lontane dal sito ove il dovere li chiama, può egli farvi stupore, se un umile contadino mio pari, amico per natura della tranquillità e della pace, segue esempi tanto autorevoli?»
Irritato da tai detti il Templario volea rispondere, ma lo interruppe il Priore, manifestando la propria maraviglia, che la loro guida, dopo sì lunga lontananza conservasse tanta pratica di tutti gli avvolgimenti di quella foresta.
«Nacqui in questi paesi» egli rispose, e mentre sì rispondea si trovarono tutti dinanzi alla casa di Cedric; edifizio irregolare, fornito di molte corti, e che occupava una grande estensione di terreno. Comunque la vastità della fabbrica la indicasse abitata da un uomo facoltoso, essa non aveva nessuna somiglianza con que' castelli fiancheggiati da torri e a smisurata altezza sorgenti, che erano la residenza ordinaria della nobiltà normanna, e che divennero in allora modello allo stile architettonico dell'Inghilterra.
Non per questo il castello di Rotherwood era sguernito di ogni genere di fortificazione; perchè in que' tempi di turbolenza e disordine, qualunque casa non munita avrebbe corso pericolo di venir saccheggiata ed arsa nel termine di ventiquattr'ore. Circondato vedeasi l'edifizio da profonda fossa, cui somministrava l'acque un contiguo rigagnolo. Ne difendea le rive un doppio palizzato fatto di piuoli tolti dalla foresta. Dalla parte di ponente scorgeasi nello stesso palizzato una apertura, ed attraversava la fossa un ponte levatoio, che era l'ingresso alla casa, protetta da angoli salienti, donde, se facea d'uopo, i frombolieri e i lancieri poteano impedire il passaggio a chi vi fosse venuto con mal talento.
Il Templario si fermò dinanzi alla porta, e sonò a tutto fiato il suo corno, perchè la pioggia che avea minacciato i nostri viaggiatori per lungo tempo incominciava allora a cadere con grand'impeto.
CAPITOLO III.
Chi può mirar, nè abbrividir, que' mesti