«Queste son per me note magiche» disse Bracy che possedea la sua buona parte dell'ignoranza comune quasi a tutta la nobiltà di quel secolo. «Il cappellano di mio padre si era assunto d'insegnarmi a scrivere, ma vedendo che invece di formar lettere io abbozzava sulla carta ferri di lance e lame di sciabola, giudicò ben fatto rinunziare all'impresa.»
«Date a me questa lettera» disse Bois-Guilbert; «noi Templarii siamo una specie di cherici[37]: il valore in noi va congiunto a qualche po' di sapienza.»
«La Reverenza Vostra dunque» soggiunse Bracy «renda a noi utile la sua dottrina.... In somma, che ne fa sapere di bello questo scarabocchio?»
«Una disfida in tutte le forme, un vero cartello» rispose il Templario. «Ma per la madonna di Betlem è il cartello più straordinario di quanti sieno passati mai sotto il ponte levatoio d'un castello baronale, se però non è solamente lo scherzo d'un qualche matto.»
«Lo scherzo d'un qualche matto!» sclamò Frondeboeuf. «Vorrei ben vedere che vi fosse uom tanto ardito di fare il matto con me sopra tale argomento?... Leggete di grazia, ser Templario.»
«Vi servo:»
«Io, Wamba, figliuolo di Witless, buffone del nobile e libero uomo Cedric di Rotherwood, detto il Sassone, ed io Gurth, figliuolo di Beowolf, guardiano di porci...»
«Siete pazzo?» sclamò Frondeboeuf interrompendo immantinente il leggitore.
«Per san Luca! leggo quello che è scritto» rispose il Templario, e continuò indi l'incominciata lettura:
«Ed io Gurth, figliuolo di Beowolf, guardiano di porci presso il detto Cedric, col soccorso de' nostri collegati e confederati, che nella presente querela fanno con noi causa comune, e soprattutto col soccorso del valoroso cavaliere nominato per adesso il Neghittoso Nero, facciam noto a voi, Reginaldo di Frondeboeuf, e ai vostri confederati e complici, quali che siano, come essendovi senza nessuna ostile intimazione, e senza averne manifestato il motivo, illegalmente e colla forza impadroniti della persona del nostro signore e padrone, il suddetto Cedric, e parimente della persona della nobile e libera donzella lady Rowena d'Hargottstand, con anche di quella del nobile e libero uomo Atelstano di Coningsburgo, e finalmente delle persone di alcuni uomini liberi, vassalli e servi presso di loro; d'un certo Ebreo, nominato Isacco di York, della sua figlia e d'un incognito ferito, trasportato entro lettica, e de' cavalli, delle mule e delle bagaglie, che appartenevano a queste persone; i quali nobili e liberi uomini, nobile donna, vassalli, servi, ebreo ed ebrea e suddetto incognito, erano in pace con sua Maestà, e viaggiavano sulla strada maestra del re; noi domandiamo e pretendiamo che le suddette nobili persone, vale a dire Cedric di Rotherwood, Rowena d'Hargottstand e Atelstano di Coningsburgo, i loro vassalli e servi, i suddetti ebreo, ebrea ed incognito, colle mule, coi cavalli, colle bagaglie appartenenti a ciascuno de' soprannominati, ci sieno consegnati nell'ora medesima in cui verranno recapitate le presenti, o consegnati a quelli che noi incaricheremo di riceverli, senza che alle persone restituite venga arrecato o torto od ingiuria, così nelle loro persone come nei loro averi; alla quale intimazione, se non corrisponderete vi protestiamo di riguardarvi quai traditori e malandrini, e di adoperarci col cuore e col corpo, combattendo o assediando o in qualsisia altro modo, alla vostra distruzione. Su di che preghiamo Dio vi abbia nella sua santa custodia.»