«No, no» rispose impazientendosi il Principe, «son certo io che m'ha inteso. Poi, ho bisogno di parlarvi d'altre cose. Datemi il vostro braccio, Maurizio, mi trovo stanco.»

In tal famigliare postura fecero alcuni giri su e giù per la sala, nel qual intervallo il Principe coll'aria della più amichevole confidenza volgea tale discorso a Bracy.

«Che vi pare di questo Waldemar Fitzurse, mio caro Bracy? Egli spera di diventare nostro cancelliere! Oh! ci penseremo ben bene prima di confidare una carica sì rilevante ad un uomo che dà prove evidenti di poco rispetto verso il nostro sangue. Voi vedeste con qual sollecitudine si è assunta la spedizione contra Riccardo! Scommetterei che voi v'immaginate d'aver perduto qualche cosa nella mia amicizia, perchè vi siete dispensato da un così odievole incarico. Oh no, Maurizio! questa virtuosa resistenza vostra non ha fatto che crescere la stima in cui vi tenea. Vi sono certi affari, pei quali abbiamo bisogno di gente pronta a fare di tutto; ma non son costoro che noi amiamo o stimiamo. Tal altro in vece, che ricusa servirci in occasioni di sì fatta natura, da questo atto medesimo acquista nuovi diritti alla nostra buona opinione e ai nostri favori. Il far prigioniero mio fratello non è sì buon titolo a meritarsi l'alto grado di cancelliere, quanto lo è al bastone di gran maresciallo del regno il rifiuto coraggioso e nobile di prestare opera a ciò. Meditate tai cose, o Bracy; e andate fin d'ora a cominciare il novello servigio cui vi promovo.»

«Tiranno incostante!» meditò fra sè stesso Bracy, nell'uscire dell'appartamento. «Ben folle chi a te si fida! Questo grado di cancelliere, promesso da tanto tempo, Dio vede a chi toccherà, se tu riesci nei tuoi divisamenti. Ma il grado di gran maresciallo d'Inghilterra» aggiunse stendendo la mano come per assumere il bastone, e sollevando alteramente il capo «è certamente un premio che merita d'essere disputato.»

Partito appena Bracy, il Principe ordinò gli venisse innanzi Ugo Bardon, capo delle velette, degli esploratori e dei delatori, che comparve dopo brevi istanti passati da Giovanni nel trascorrere con ineguali passi, e con viso torbido e inquieto la sala.

«Bardon» tal fu la prima inchiesta che il Principe gli fece. «Quali cose volle da te Waldemar?»

«Due uomini risoluti, che conoscano a perfezione tutti i boschi del nord dell'Inghilterra, e che abbiano uso nel ravvisare le pedate recenti d'un uomo a piedi o a cavallo.»

«Glieli desti?»

«La Grazia vostra può fidarsi in me. L'un d'essi è della contea di Hexham, avvezzo a ormare in traccia de' masnadieri delle foreste di Tyne e di Teviot; non vi è veltro che il superi nel seguir le tracce d'un daino ferito. L'altro appartiene alla contea d'York, nè ha mai fatta una caccia inutile nella selva di Sherwood. Da qui a Richmond non v'è una macchia, una boscaglia, un gruppo d'alberi ch'ei non discerna.»

«Ottimamente! Waldemar parte con essi?»