Ravenswood, benchè, per mente salda e costante animo, superiore a Bucklaw, non mancava di argomenti di meditazione, non men tristi per vero dire di quelli che la noia e la scioperatezza suggerivano al suo compagno. Lucia Asthon aveva, al primo vederla, prodotta nell'animo di Ravenswood minore impressione di quella che or derivavagli dal ricordarsi di tutte le circostanze da cui fu accompagnato il lor primo incontro. Quell'ardente sete di vendicarsi che lo avea condotto ad affrontare qualsivoglia pericolo per trovarsi a tu per tu col padre di Lucia, andava a mano a mano sminuendo di forza e a proporzione cedea luogo a sentimenti più moderati; già la condotta da lui tenuta con quella giovinetta sembravagli aspra ed inumana, indegna d'uomo d'onore, e inopportuna oltre ogni dire verso una giovin donzella distinta per grado e per nascita; rampognava se stesso di avere respinte, con un orgoglio che sapea di disegno, le occhiate spiranti affettuosa gratitudine e le espressioni di tenera benevolenza che vôlte avevagli la donzella per più riprese; e per quanto il pungessero gli oltraggi ricevuti da ser Guglielmo Asthon, la coscienza dicevagli che non avrebbe dovuto estendere il proprio risentimento fino alla figlia del suo nemico.

Non appena così s'avviarono i suoi pensieri, non appena incominciò ad accusare se stesso, la rimembranza de' seducenti vezzi di Lucia, fatti più amabili dalla circostanza per cui Ravenswood ed ella s'impararono a conoscere, portò nel seno del giovine una commozione, soave ad un tempo e penosa. Gli ricorreano alla mente quella voce grata e affettuosa, quegli sguardi espressivi, quella filial tenerezza che con tanto entusiasmo erasi manifestata; immagini deliziose che con quanta maggior forza s'imprimevano nel suo spirito, tanto più amaro gli rendevano il rincrescimento di avere con asprezza di modi corrisposto all'ingenuità di quelli usati da Lucia nel mostrarsegli grata.

Che anzi il giovine Ravenswood trovò in queste considerazioni e nel proprio onore, un nuovo fomite di dar pascolo a' suoi pensieri, e di abbandonarsi senza riguardo alla dolcezza di simile rimembranza. Fermamente risoluto, come il vedemmo, di vincere, sin dove il poteva, il vizio dominante del proprio carattere, dava ansiosamente ricetto a tutte quelle impressioni ed idee che potevano giovargli nel divisato sistema di sbandire dall'animo le atroci idee; e francatosi finalmente in una sì generosa risoluzione, e abborrendo il contegno tenuto dianzi verso Lucia, si sentì proclive ad attribuirle, quasi in via di compenso, più grazie e vezzi di quanti fors'anche ella ne avea sortiti dalla natura.

Se qualcuno in quell'istante avesse voluto rammentare al sere di Ravenswood, come pochi dì innanzi egli aveva giurata vendetta contro tutta la posterità dell'uomo da lui riguardato, nè veramente a torto, per autore della rovina e della morte del padre suo, forse, preso da un primo impeto di sdegno, sarebbesi fatto a chiarire calunnia atroce un tal discorso; pure, dopo matura considerazione, si vide costretto a riconoscere che non sarebbe stato privo di fondamento, comunque nelle nuove disposizioni dell'animo suo gli sembrasse fino impossibile di essere stato capace di profferire il feral giuramento.

Già stanziavano nel suo cuore due passioni contradditorie, il desiderio di vendicare il padre e una illimitata ammirazione tributata alla figlia del suo nemico, ammirazione che i sentimenti dello sdegno in modo straordinario vinceva. Aveva combattuta con tanta forza la prima delle due passioni che la credea pressochè soggiogata; non si adoperava a resistere alla seconda, perchè non ne sospettava nemmeno l'esistenza; del che diede prova ripigliando i divisamenti di abbandonare la Scozia. Però, ad onta di tali divisamenti, rimaneva sempre a Wolfcrag, senza pensare ad alcun provvedimento per mandarli ad effetto. Avea scritto, egli è vero, ad uno o due de' suoi parenti che dimoravano in una lontana contea della Scozia, e particolarmente al marchese di Athol per partecipar loro le sue intenzioni; laonde quando Bucklaw lo stimolava a partire, non mancava di allegare la necessità di aspettare la risposta di questi congiunti, e soprattutto del Marchese, prima di abbracciare una sì risoluta deliberazione.

Il marchese di Athol era uom ricco e potente, e, comunque il tenessero in sospetta di nudrire sentimenti poco favorevoli al governo instituito dopo l'ultima rivoluzione, egli avea avuto ciò non per tanto l'accortezza di mettersi a capo di una fazione nel Consiglio privato di Scozia; la qual fazione essendo in corrispondenza coi presbiteriani dell'Inghilterra, avea credito bastante per intimorire l'altra di cui era capo il lord Cancelliere, e per minacciarla di farle perdere presto la sua preponderanza. Il bisogno di consultare un personaggio sì rilevante, offriva una scusa plausibile di ritardo a Ravenswood, che la fece valere non solo agli occhi di Bucklaw, ma anche a quelli di se medesimo per rimanere più lungamente a Wolfcrag; tanto più che allora si era incominciata a divulgare la voce di un prossimo cambiamento di ministri, e per conseguenza di metodi governativi nell'amministrazione della Scozia.

Tali notizie, affermate autentiche dagli uni, falsissime dagli altri, secondo che i varj desiderj o interessi gli avvicinavano maggiormente o alla prima o alla seconda delle due fazioni, pervennero fino alla rovinata torre di Wolfcrag col ministerio dell'intendente Caleb, che all'altre sue belle prerogative aggiungea quella di essere un politico ardente e istancabile; laonde non facea mai una corsa dalla vecchia fortezza al vicino villaggio di Wolfhope, senza tornarne carico di tutti i si dice di quei dintorni.

Ma, se Bucklaw non poteva opporre alcun saldo ragionamento agli argomenti addotti dal suo ospite sui motivi di differire la partenza dalla Scozia, non per questo sentiva meno la molestia di vedersi costretto a rimanere per un tempo indefinito in quello stato neghittoso, che la prudenza per altro gli comandava, e vi volle tutto il predominio che il suo novello amico aveva acquistato sopra di lui per ridurlo a sottomettersi ad un genere di vita sì contrario alle sue consuetudini ed inclinazioni.

„ Mi era sempre stato detto che voi foste un giovine gagliardo, pieno di solerzia e di vigor d'animo, gli diceva ad ogni istante Bucklaw; ma, a quanto parmi, vi siete adattato a vivere stentatamente in questo luogo, e a starci in eterno come sorcio nel suo buco, colla differenza però che questo animale, molto più saggio di voi, si elegge il romitaggio, in qualche luogo almeno ove non manchino gli alimenti; ma quanto a noi le scuse di Caleb di giorno in giorno divengono più prolisse, e più scarse in proporzione le vettovaglie; temo che, presto presto, faremo venir vera la novella dello scioperato, e finiremo con esso. Sì, davvero mio caro amico, abbiamo ormai mangiata l'ultima foglia verde dell'albero; non ci rimane che cascarne giù e romperci il collo. „

„ Non temete di nulla Ravenswood rispondea, vi è un destino che veglia sopra di noi; e potremmo entrare per qualche cosa nella rivoluzione vicina a scoppiare e che già ha portata la palpitazione nel cuore di molti. „