CAPITOLO III.

„ Affè il dono è leggiadro. M'offron per cortesia

„ Quel ch'io senza preamboli m'era portato via. „

Spirito senza danari.

L'atteggiamento del minor fanciullo, unico spettatore dell'oltraggio che alle leggi della cortesia e dell'ospitalità Caleb avea fatto, era, di per se solo, bastante soggetto ad un quadro eccellente. Rimase immobile come se si fosse veduto innanzi uno di quegli spettri de' quali nelle lunghe sere d'inverno, avea udito narrare le dilettose storielle. Non pensando più ai doveri del proprio ufizio, dimenticò di girare lo spiedo, e aggiunse alle disgrazie di questa memorabil giornata, quella di lasciar abbruciare il quarto di castrato, sola speranza di cena rimasta allora al reverendissimo Bidebent. Uscì da questo stato di estasi, sol quando nel tolse un potentissimo schiaffo applicatogli da mistriss Lightbody, donna di robustissima complessione, e che sapea perfettamente valersi delle sue mani, come dicesi averlo provato più d'una volta il suo defunto marito.

„ Perchè lasciar abbruciare questo arrosto, brutto asinaccio? „

„ Non ne so niente io. „

„ E dov'è andata quell'altra buona lana del tuo compagno? Dov'è Gille? „

„ Non ne so niente io. „