Fosse sollecitudine di non offendere il delicato animo dell'ospite, o timore di destarne soverchiamente l'orgoglio, il lord Cancelliere gli dicea queste cose con una specie di timida riservatezza; onde esitava, e parea che a ciascuna parola temesse di essersi spiegato di troppo su tale argomento, benchè l'occasione di trattarlo fosse stata somministrata dallo stesso sere di Ravenswood. In somma, lord Asthon sembrava, animato a parlare dal desiderio di offerire prove di amicizia, rattenuto dalla tema di arrecar dispiacere. Non dobbiamo pertanto maravigliare, se Edgardo, poco pratico ancora degli uomini, supponea in questo espertissimo cortigiano maggiore sincerità di quanta si durerebbe fatica a trovarne in venti persone di simil classe. Gli rispose nondimeno con molto sussiego, essere egli grato a tutti quelli che aveano la cortesia di tenerlo in buona opinione; rinovate indi e col Lord e colla figlia lo sue scuse sul non poterli ricevere in modo più convenevole, uscì tosto del salone per dare alcuni ordini che erano indispensabili.

Quanto al modo di far dormire gli ospiti, le cose vennero ben tosto concertate colla vecchia Misia; nè per vero, potea in ciò dar molestia la perplessità sulla scelta. Edgardo cedè il proprio appartamento a miss Asthon, ponendole a fianco, qual cameriera, la stessa Misia, che venne, perchè sostenesse più addicevolmente una tal parte, vestita di un abito di raso nero, portato dall'avola di Ravenswood, e che avea fatta la sua comparsa nelle feste di Corte di Enrichetta Maria. Domandò che cosa fosse avvenuto di Bucklaw, e poichè intese che era a Wolfhope cogli altri cacciatori, incaricò Caleb di andarlo a vedere, e fargli noto l'imbarazzo in cui si trovava, pregandolo a nome suo a procacciarsi per quella notte un letto nel villaggio, non ve n'essendo altri nel castello fuor quello della camera segreta, che in tale congiuntura non si poteva a meno di offrire a ser Guglielmo Asthon. Caleb si rassegnò a cedere il proprio letto al servo straniero, e a dormire coricato sulla paglia nel granaio, per non dare a divedere che nella torre di Wolfcrag vi fosse scarsezza di letti. Il sere di Ravenswood si preparò a passar la notte avviluppato in un gran ferraiuolo, entro il salone.

Del rimanente, Lockart avea ricevuto dal padrone l'ordine di trasferirsi all'osteria, ove convennero i cacciatori, per trarne alcun poco di salvaggina, e Caleb non disperava dell'efficacia de' suoi stratagemmi ordinarj, all'uopo di porre in salvo l'onore della famiglia. Edgardo avea voluto dargli una seconda volta la propria borsa, ma essendo presente il servo straniero, Caleb si pensò in dovere di non accettarla, comunque sentisse che gli sarebbe stata di massimo giovamento. — „ Perchè non mettermela di soppiatto fra le mani? (andava pensando fra se medesimo.) Ma già suo Onore non sa, non saprà mai il modo di contenersi nelle congiunture ardue e dilicate. „

In questo mezzo, Misia, giusta un uso ricevuto allor nella Scozia, e non ancora dismesso affatto, offerse agli ospiti il latte della sua picciola mandria, intantochè fosse all'ordine il desinare. Edgardo per guadagnar tempo, condusse Milord e la figlia a girare tutto il castello; ed essendosi rasserenato il cielo, li fece salire sino in cima della torre, d'onde ammirarono la vasta estensione del mare, abbellita dai raggi del sole che ogni nube avea dissipata.

CAPITOLO II.

„ A che sfoggiar di spiedi e di pignatte?

„ É per voi squisitissimo convito,

„ E troppo ancora a rustiche gargatte,

„ Mezzo il pollo che in casa fu nudrito,