Pochi istanti dopo l'arrivo di Ravenswood a questa osteria, vi giunse un corriere del Marchese per avvertirlo, che il suo padrone non poteva prima della mattina del successivo giorno raggiugnerlo; onde Edgardo che, fuori di tal circostanza, sarebbe andato nella sera stessa alla sua torre di Wolfcrag, risolvè di pernottare alla Tana della Volpe, per aspettar quivi il suo nobil parente.

CAPITOLO II.

„ AML. Cor di bronzo ha costui? scava una fossa,

„ E di canto ha vaghezza. ORAZ. É ministero

„ Consüeto per lui. Che antica usanza

„ Piega e tempra a sua voglia umano affetto. „

Shakespeare.

Tremende visioni interruppero il sonno di Ravenswood, e le ore di veglia ei trascorse turbato da amare ricordanze intorno al passato, agitato da timori sull'avvenire, nè si accorse in questa effervescenza d'idee, della durezza dell'unico materasso, su di cui stette adagiato, o dell'orridezza della stanza assegnatagli; primo forse tra i viaggiatori, che avendo pernottato in quel miserabil canile, non si fosse lagnato la mattina sulla natura dell'alloggio; perchè il nostro corpo è delicato a proporzione della tranquillità dello spirito. Alzatosi di bonissima ora, e sperando dalla frescura del mattino quel sollievo che dal riposo della notte non avea potuto ottenere, s'avviò al cimiterio, lontano circa un mezzo miglio dalla Tana della Volpe.

Un leggier fumo turchiniccio, che incominciava ad innalzarsi dal tetto della casa ove stava il custode, contraddistingueva il soggiorno de' vivi da quello dei morti; onde Edgardo pensò che Mortsheugh fosse già tornato a casa e alzato da letto, e passando dinanzi al cancello del cimiterio, che trovò aperto, vide un vecchio che si affaccendava a scavare una fossa, e da quell'indizio lo giudicò la persona che andava cercando.