Il più semplice esperimento di reazione che si possa fare è il seguente: dopo che per un tempo opportuno (2-3″), mediante un segnale, si è determinato nel soggetto uno stato di tensione dell’attenzione, si fa agire su un organo di senso uno stimolo esterno e nel momento in cui è avvertito lo stimolo, il soggetto deve compiere un movimento già prima stabilito, ad. es., un movimento della mano. Per le sue condizioni psicologiche questo esperimento corrisponde nella parte essenziale a un processo di volere semplice: l’impressione di senso ha il còmpito di motivo semplice, al quale è univocamente coordinato un atto determinato: Se ora mediante il metodo grafico o qualche altra misura di tempo si fa in modo che sia oggettivamente misurato il tempo decorrente dall’azione dello stimolo al compimento del movimento di reazione, è possibile, ripetendo molte volte allo stesso modo l’esperimento, far presenti esattamente tutti i processi soggettivi dei quali si compone l’intero processo di reazione; nei risultati oggettivi della misura del tempo sta poi a disposizione un mezzo per controllare così la costanza come le accidentali deviazioni di quei processi soggettivi. Si fa specialmente uso di questo controllo nei casi, nei quali si è intenzionatamente variata una condizione qualsiasi dell’esperimento, e quindi anche il decorso soggettivo del processo di volere.

Infatti si può introdurre una tale variazione già nel semplice esperimento di reazione sopra descritto, quando in vario modo si modifichi la preparazione all’atto che precede l’azione dello stimolo.

Se questa preparazione è tale che l’attesa è tutta rivolta allo stimolo agente come motivo e l’atto esterno segue solo quando lo stimolo è stato distintamente appreso, si ha la reazione completa o sensoriale, come anche vien detta. Se invece l’attesa di preparazione si dirige all’atto determinato dal motivo, così che l’atto segue al più presto possibile l’apprendimento[24] dello stimolo, si ha la reazione abbreviata o, come anche si dice, muscolare. Nel primo caso l’attesa come fattore rappresentativo, contiene una pallida imagine mnemonica, dell’impressione di senso già conosciuta; e questa imagine, se il tempo di preparazione dura a lungo, si presenta oscillante a volta distinta e a volta indistinta. Come fattore sentimentale è poi sempre presente un sentimento d’attesa che oscilla in simile modo, ma che di più è legato con sensazioni di tensione, appartenenti al corrispondente dominio di senso, ad es., con tensioni della membrana del timpano, dei muscoli di accomodamento ed esterni degli occhi, ecc. A questi sentimenti preparatori nel momento dell’impressione tien dietro un sentimento relativamente debole di sollievo, cioè un sentimento di sorpresa, e da questo distintamente si differenzia, come consecutivo, il sentimento eccitante che accompagna il movimento di reazione, il sentimento dell’attività colle sensazioni tattili contemporaneamente sorgenti. Nel secondo caso invece il soggetto, durante il tempo dell’attesa preparatoria, ha un’ imagine mnemonica pallida ed oscillante dell’organo che deve reagire, ad es. della mano, e insieme forti sensazioni di tensione dell’organo stesso, alle quali è collegato un sentimento di attesa abbastanza continuo. Nel momento della stimolazione questo stato è sostituito da un forte sentimento di sorpresa e con questo il sentimento di attività accompagnante la reazione e le sensazioni corrispondenti a questo sentimento si collegano così rapidamente, che non si può affatto, o almeno molto indistintamente percepire un intervallo di tempo fra i due momenti. Il tempo della reazione completa o sensoriale cade circa fra 0,210 e 0,290 secondi (i tempi più piccoli valgono per le impressioni di suono, i più grandi per quelle di luce) con una variazione media per le singole osservazioni di 0,020 secondi. Il tempo della reazione abbreviata o muscolare va da 0,120-0,190 secondi, con una variazione media di 0,010 secondi. I valori diversi della variazione media nei due casi, sono di grande importanza come mezzo oggettivo di controllo per la distinzione di questa specie di reazione[25].

12. Le forme di reazione sensoriale e muscolare costituiscono, quando si introducano condizioni speciali, i punti di partenza per lo studio dello sviluppo dei processi di volere in diverse direzioni. La reazione sensoriale o completa, potendosi in essa inserire fra l’apprendimento dello stimolo e il compimento della reazione diversi processi psichici, fornisce il mezzo per passare dai processi di volere semplici ai composti. Abbiamo un atto volontario di natura relativamente semplice, quando all’apprendimento dell’impressione facciamo seguire un atto di riconoscimento o distinzione, che deve poi dar luogo al movimento di reazione. In questo caso motivo dell’azione da compiersi non è l’impressione immediata, ma la rappresentazione che risulta dall’atto di riconoscimento o di distinzione. Essendo questo motivo uno soltanto fra il maggior o il minor numero di quelli egualmente possibili che in vece sua avrebbero potuto agire, il movimento di reazione ha il carattere di un movimento volontario; infatti in esso si può osservare distintamente il sentimento della decisione, che precede l’atto di volere; nè sono meno decisamente pronunciati i sentimenti anteriori legati all’appercezione dell’impressione. Quando poi viene introdotto ancora un altro processo psichico, ad es., un’associazione che deve agire come motivo determinante all’esecuzione del movimento, ancor più spiccati appaiono quei sentimenti e nel tempo stesso diventa ancor più complicata la successione dei processi rappresentativi e sentimentali. Infine, in questi esperimenti il processo volontario diventa processo di scelta non solo quando l’azione è in tal modo soggetta a una molteplicità di motivi, che parecchi debbono succedersi prima che uno determini l’azione, ma quando inoltre fra diverse azioni possibili una diventa decisiva in conformità dei motivi presenti. Questo avviene se il soggetto è preparato a diversi movimenti di reazione, ad es., a un movimento colla mano destra o sinistra, oppure con una qualsiasi delle dieci dita, ma deve compiere ogni singolo movimento solo quando agisca un’impressione di una certa qualità, che per quel singolo movimento è stabilito valga di motivo; ad es., l’impressione bleu per il movimento a destra, rossa per quello a sinistra.

13. All’opposto la reazione muscolare od abbreviata serve per osservare la trasformazione regressiva degli atti di volere in movimenti riflessi. Essendo in questa specie di reazione l’attesa tutta rivolta all’azione esterna, la quale deve essere compiuta nel più breve tempo possibile, è impossibile un’arbitraria inibizione o determinazione dell’atto a seconda della natura delle impressioni, e quindi anche un passaggio da atti di volere semplici a composti. Invece facilmente si giunge mediante l’esercizio a stabilire in tale modo la connessione fra l’impressione e il movimento ad essa corrispondente in un sol senso, che il processo di apprendimento sempre più scompare, o si presenta solo dopo che l’impulso al movimento è compiuto e in tal caso il movimento si svolge a guisa di riflesso. Questa meccanizzazione del processo si dimostra oggettivamente, sopratutto nel fatto, che il tempo di reazione si abbassa sino a quello dei puri movimenti riflessi; soggettivamente per ciò, che impressione e reazione appaiono all’osservazione psicologica un processo unico nel tempo, mentre il caratteristico sentimento della decisione gradatamente scompare affatto.

13a. Gli esperimenti cronometrici assai in uso nella psicologia sperimentale sotto il nome di “esperimenti di reazione„ devono la loro importanza al doppio loro valore, in primo luogo come sussidi all’analisi dei processi di volere, in secondo luogo come mezzi per studiare il decorso nel tempo dei processi psichici. E in questo bilaterale significato degli sperimenti di reazione si riflette il valore dei processi di volere come occupanti il punto centrale nell’ordine dei processi psichici. Infatti da un lato i processi più semplici, i sentimenti, le emozioni e le rappresentazioni a queste legate, costituiscono nello stesso tempo le parti di un completo processo di volere; dall’altro lato tutti gli aspetti possibili nella connessione delle formazioni psichiche possono presentarsi come parti di un processo di volere. Quindi i processi di volere costituiscono l’opportuno passaggio alla connessione delle formazioni psichiche, di cui si tratta nel capitolo seguente.

Un “esperimento di reazione„ rivolto all’analisi di un processo di volere o di un qualsiasi processo psichico che entra in quello, richiede innanzi tutto l’impiego di strumenti cronometrici esatti e abbastanza fini (che segnino persino 1⁄1000 di sec.). Si usi l’orologio elettrico o il metodo di registrazione grafica, sì nell’un caso che nell’altro importa che siano fissati nel tempo tanto l’istante dell’applicazione dello stimolo quanto quello del movimento di reazione del soggetto. Questo si può ottenere, ad es., in tal modo: una corrente galvanica, la quale pone in movimento un orologio elettrico segnante sino a 1⁄1000 di secondi, è chiusa dallo stimolo stesso (stimolo sonoro, luminoso, tattile) e poi all’atto in cui si avverte lo stimolo è di nuovo aperta dal soggetto stesso mediante un semplice movimento della mano che sollevi un tasto telegrafico. Possiamo variare in diversa maniera la reazione semplice così misurata (reazione sensoriale e musculare, reazione con o senza segnale d’avviso). Ma possiamo anche nel processo di reazione introdurre diversi atti psichici (distinzioni, riconoscimenti, associazioni, processi di scelta) i quali possono essere considerati da un lato come motivi di un processo di volere, dall’altro come parti della generale connessione delle formazioni psichiche. Il processo di reazione semplice è un decorso che insieme al processo di volere racchiude anche puri elementi fisiologici (trasmissione dell’eccitazione sensibile sino al cervello, della motrice al muscolo). Se ora si inseriscono come può accadere nell’uso della reazione sensoriale, altri processi psichici (distinzioni, riconoscimenti, associazioni, atti di scelta) si ottengono i valori temporali di processi psichici definibili in modo determinato, sottraendo dalla durata della reazione composta il tempo di una reazione semplice. Così si trovano i tempi del riconoscimento e della distinzione per impressioni relativamente semplici (colori, segni dell’alfabeto, brevi parole) = 0,03-0,05″; i tempi dell’associazione = 0,3-0,8″; quelli della scelta: fra due movimenti (mano destra e sinistra) = 0,06″, fra 10 movimenti (le 10 dita) = 0,4″ ecc. Del resto il valore di questi numeri consiste, come sopra si è detto, non tanto nella loro grandezza assoluta ma piuttosto nel fatto, che essi sono mezzi di controllo all’osservazione psicologica, mentre questa è anche applicata a processi che vengono sottoposti col sussidio del metodo sperimentale, a condizioni esattamente determinate e che però possono essere ripetute a volontà.

III. — LA CONNESSIONE DELLE FORMAZIONI PSICHICHE

§ 15. — Coscienza e attenzione.

1. Poichè ogni formazione psichica si compone di una moltiplicità di processi elementari, i quali non sono soliti nè incominciare, nè cessare tutti proprio allo stesso momento, la connessione che riunisce in un tutto gli elementi, si estende sempre oltre questo tutto in modo, che formazioni diverse, contemporanee e successive, si trovano alla lor volta collegate tra loro, benchè meno strettamente. Noi diciamo coscienza questa connessione delle formazioni psichiche.