Allora, come mio dono e come conquista tua, mia figlia prenditi. Ma se tu le romperai il nodo verginal prima che tutte le cerimonie nuziali in pieno e sacro rito sien compiute, dolce rugiada il ciel non pioverà su questa vostra unione a crescerla, ma il tristo odio e lo sdegno dallo sguardo obliquo e la discordia sì perfidamente semineranno sopra i vostri letti le loro velenose erbe, che entrambi li prenderete in odio. Or dunque bada, come ti accenderà la Face Imene.

FERDINANDO.

Come spero l'accenderà, per colmi giorni ed ottima prole e lunga vita con un amore sempre eguale a questo. L'antro più cupo, l'opportunità più forte e la tentazion più grande che il nostro peggior genio possa mai consigliarci l'onor mio pervertendo nella lussuria, non potranno ch'io dimentichi quel giorno in cui le nozze dovranno celebrarsi, il giorno quando mi sembrerà che i raggi alti di Febo si sieno sciolti e che la notte avvinta sia di catene in basso.

PROSPERO.

Hai detto bene.
Siediti dunque e con lei parla: è tua.
Ariele, o gentil servo Ariele!

Entra ARIELE invisibile.

ARIELE.

Che vuoi, potente mio signor? Son qui.

PROSPERO.

Tu ed i compagni tuoi l'ultimo vostro servigio avete ben compiuto: ed ora in altra impresa simile vi debbo impegnare. Conduci qui la banda su cui ti detti signoria: ma cerca di affrettarla: perchè d'innanzi agli occhi di questa giovin coppia debbo alcune vanità della mia arte mostrare. Io l'ho promesso ed essi ora lo attendono da me.