PROSPERO.

Son spiriti che dai confini loro ho qui costretti per virtù di mia arte a recitare queste mie fantasie.

FERDINANDO.

Lascia ch'io viva pur sempre qui. Così mirabil padre e tal moglie faran di questo luogo un Paradiso.

Cerere e Giunone si parlano tra loro e spediscono Iris a recare un messaggio.

PROSPERO.

Taci, ora: Giunone e Cerere bisbigliano tra loro e v'è qualche altra cosa. Fa' silenzio o il loro dire perderemo.

IRIS.

O voi, Ninfe, chiamate Naiadi dei correnti rivi, di giunchi cinte, dagli sguardi innocenti lasciate i vostri ondosi canali e fra le buone erbe giungete tutte: ve l'ordina Giunone. Venite, o caste Ninfe, non bisogna tardare, un contratto d'amore dobbiamo celebrare.

Entrano alcune NINFE.