MIRANDA.

Ahimè pietà! Non ricordando come allora piansi ora di nuovo piangerò. Son gli occhi costretti a ciò da un tal racconto.

PROSPERO.

Ascolta ancora un poco e porterò il tuo spirto agli affari che ci occupano. Senza questi la storia mia sarebbe troppo fuori di luogo.

MIRANDA.

Ma perchè non hanno profittato—a distruggerci—dell'ora?

PROSPERO.

Dimanda giusta e ben doveva il mio racconto provocarla. Essi non hanno o cara figlia osato—così grande era l'amore che il mio popol tutto mi portava—segnar con sanguinosa impronta il lor misfatto, ma abbellirlo vollero con più bei colori. In breve, caricati che ci ebber sopra un barco, ci spinsero nel mare. Aveano scelto una vecchia carcassa di battello non attrezzato, senza vele, senza albero, senza sarte: per istinto l'avean già tutto abbandonato i sorci. Quivi ci hanno imbarcati e ai nostri pianti solo rispose il mare ed i sospiri ci rese il vento!

MIRANDA.

Ahimè quale imbarazzo dovetti esser per voi!