Libertà hey-dà; hey-dà libertà, libertà hey-dà-libertà…

STEFANO.

Da bravo, mostro, apri il cammino.

Exeunt.

ATTO TERZO.

SCENA PRIMA.

D'innanzi alla grotta di Prospero.

Entra FERDINANDO recando un ceppo da ardere.

Son faticosi certi giuochi e pure l'incanto lor compensa la fatica e bassezze vi son che sopportare si posson nobilmente. Spesso a ricche conclusioni tendono le imprese più miserande. L'opera ch'io compio essere mi dovrebbe tanto grave quanto odiosa, ma colei che servo quel che è sterile fa vivo e trasforma le mie fatiche in contentezza. Oh dieci volte ella è più gentil di quel che sia burbero il padre suo, che pure è fatto d'asprezze! Per un suo tristo comando gli debbo accatastar mille di questi ceppi e la mia dolce signora piange quando mi vegga lavorare e dice che mai lavor sì vile ebbe un cotale lavoratore. Ecco io mi scordo e pure questi dolci pensier fanno più lieve il lavor mio, sì che quanto più penso tanto meno fatico.

Entra MIRANDA e in fondo PROSPERO.