I lampi dei fotografi si fecero intensissimi, mentre la polizia tratteneva i giornalisti che si spingevano innanzi. Qualcuno urlò per chiamare l’ambulanza, ma ormai Mondrick era morto.
«Marck!»
Barbee udì l’urlo acutissimo. Vide la moglie cieca di Mondrick staccarsi dal gruppo presso il terminal e correre verso di loro, l’enorme cane al fianco, veloce e dritta come se vedesse. Uno degli agenti cercò di fermarla, ma dovette ritrarsi davanti alle zanne di Turk. La cieca giunse presso il corpo del marito e gli si inginocchiò accanto, sfiorandogli il volto devastato, le mani stanche con dita disperatamente indagatrici. La luce cadde sugli anelli e i braccialetti d’argento, rifulgendo nelle lacrime che scorrevano dalle vuote occhiaie martoriate dietro le lenti.
«Marck, povero caro! Perché non hai voluto che venissi con Turk a proteggerti? Non li hai visti stringersi attorno a te?»
3.
Sam Quain fissava senza vederlo il corpo dell’uomo disteso per terra. In maniche di camicia, sotto la sferza di quel gelido vento, rabbrividiva, anche se non sembrava accorgersene. Non parve nemmeno accorgersi del pesante cappotto che Barbee s’era tolto per gettarglielo sulle spalle.
«Grazie, Will», disse poi, sempre con la mente chi sa dove. «Deve far freddo.»
Trattenne per un istante il respiro e poi si rivolse ai giornalisti.
«Un grosso titolo per voi, signori», disse calmo, con voce lenta, trasognata. «La morte del professor Lamarck Mondrick, famoso antropologo ed esploratore. Vi prego di fare attenzione alla grafia: il professore teneva in modo particolare alla c di Lamarck.»
Barbee gli strinse un braccio.