Sądzę, że o tej porze już dojechałaś do Warszawy. Dziękuję Ci za przyrzeczenie, że będziesz miała staranie o roboty w Warszawie, i przedewszystkiem polecam Ci wielkie schody pałacu ogrodowego, które, jak mi powiadają, grożą wielką ruiną, a gdyby się na nieszczęście zapadły, pociągnęłyby za sobą cały pałac; teraz zaś małym kosztem możnaby zapobiec złemu i takowe uprzedzić. Tutaj wcale jeszcze nie ma końca zaburzeniom, jak się o tem dowiesz bardziej szczegółowo z drugiego mego listu, załączonego obok, a pisanego ręką Trabuc’a. Złość świata jest tak wielka, że nie podobna prawie dłużej wytrzymać bez utraty cierpliwości: ale mam nadzieję, że z pomocą Bożą znajdą się środki na wszystko, i że złość niczyja nie zwycięży. — Zdając się zresztą na to, co powiedziane w liście Trabuc’a, ściskam Cię z całego serca.

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(Własnor.)

Di Szarogrod3, il 16. di Settembre (1663)

Hoggi a mezzo giorno sono arivato qui, et subito ho mandato le truppe per il [sic] loro quartieri, di dove dubito che li potrò tirare prima del primo d’ ottobre: tanta è la renitenza di tutti. Il Gran Generale non è ancora arivato; Pisarz Sapieha4 et Jablonowski5 sono ancora a dietro, e ne manco lo sò, dove si trovano. Vi asicuro che è peggio della morte d’havere a fare col simile gente; basta gia sono entrato in questo ballo, del quale, dio lo sà, come uscirò. Pregate Dio per me et fatte ancora pregare dalle vostre Monache, aciò possi ritornare col una bona et vitoriosa pace. Io, per me, sono risoluto o vincere, o morire; ma tutto questo dipende dalla mano di Dio, alla cui misericordia et volontà io mi rimetto: faccia quello, che sarà a maggiore Sua gloria.

Io però spero nella bontà et misericordia di Dio, come ancora nella protettione della Madonna Santissima, che tutto andarà bene; ma si il Caso lo portasse che io venisse a morire, vi giuro, non mi rincrescerebbe altro in questo mondo, che la vostra Persona, quale si non fosse, non mene curarei punto della morte, pur che fosse bona. Ci sarebbe molto a dire, ma mi rimetto a quello, che è nella cifra del Trabuch. La lettera per l’Imperatore (gia che la volete havere della Gran’ Cancellaria) vela manderò subito, arivato che sarà il Gran Cancellier, quale per adesso non si trova qui.

Vi ringratio molto che mene havete messo tanto bene nella opinione della vostra sorella6; vi assicuro che quello, che ho fatto in questa materia, lo [sic] fatto per amor’ vostro.

Fatte venire a voi il Padre Schenof7 et dimandate li, si ha fatto quella scrittura che gli ho comesso nello partire di Varsavia, et fatte ve la leggere, et se vi parerà d’ aggiun[gere]8 qualche cosa di piu, informatelo secondo il vostro parere; basta me ne intendete bene in quello, che io voglio dire, e quale scrittura io intendo.

Qui habbiamo bonissimi meloni, et in grande quantità; ve ne manderei voluntieri, si fosse possibile; ed’ altri frutti, come peri, mela, prugni in grande abbondanza. E ben vero che i caldi sono eccessivi. Et non mi occorrendo altro per adesso a dirvi, v’abbracio di tutto lo core.

(Przekład)