Io son quel delle frutta del mal orto,
Che qui riprendo dattero per figo.
Oh, dissi lui, or sei tu ancor morto?
Ed egli a me: come il mio corpo stea
Nel mondo su, nulla scienzia porto.
Cotal vantaggio ha questa Tolommea,
Che spesse volte l'anima ci cade
Innazi che Atropos mossa le dea.
E per che tu piu volontier mi rade
Le invetriate lacrime dal volto,