Di corpi altri supini, altri co'volti

Quasi mordendo il suolo, al suol rivolti. —

Giace il cavallo al suo signore appresso

Giace il compagno appo il compagno estinto,

Giace il nemico appo il nemico, e spresso

Sul morto il vivo, il vincitor sul vinto.

Non v e silenzio, e non v'e grido espresso,

Ma odi un non so che roco, e indistinto.

Fremiti di furor, mormori d'ira,

Gemiti di chi langue, e di chi spira.