IL RE BURLONE
GEROLAMO ROVETTA
Il Re
burlone
Dramma in 4 atti
MILANO
Casa Editrice BALDINI, CASTOLDI & C.º
Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 80
—
1906
PROPRIETÀ LETTERARIA
Tutti i diritti di traduzione e di riproduzione riservati all'Autore
MILANO — TIP. PIROLA & CELLA di P. CELLA
❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ A ORESTE CALABRESI
CON AMICIZIA RICONOSCENTE ❀ ❀ ❀
❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ GEROLAMO ROVETTA
Milano, Teatro Manzoni, la sera del 14 Gennaio 1905.
PERSONAGGI
- FERDINANDO II, re di Napoli
- FRANCESCO, principe ereditario, ragazzo di 11 anni
- MARIA ANNUNZIATA, MARIA IMMACOLATA, MARIA DELLE GRAZIE, bambine, figliuole di Ferdinando II e di Maria Teresa d'Austria
- Monsignor COCLE dell'ordine di S. Alfonso, confessore del re
- Il Conte ALBERTO SOLARIS DI VEROLENGO
- Il Capitano ALLIANA, istruttore del Principe ereditario
- Il Cavaliere ANDREA del CASTELLUCCIO, gentiluomo di camera
- Il Barone di BATTIFARNO
- Il Colonnello MÜLLER del 2º Regg. degli Svizzeri
- Il Tenente HOLTMANN del 2º Regg. degli Svizzeri
- CARMINE, giardiniere
- AGNESE, sua moglie
- Il Cameriere di Ferdinando
- Un Ufficiale del 2º Reggimento degli Svizzeri
- ROSALIA MIRABELLA
- FANNYA
- Il Malestro SAVOLDI
- BARBAJA, impresario teatrale
- NICOLINO TADDEI, critico del Poliorama
- NINA, cameriera di Rosalia
- PETRUCCIO, cameriere del Giglio d'Oro
Epoca 1846 1847
Il 1º atto a Napoli, nell'Albergo del Giglio d'Oro.
Il 2º, 3º e 4º atto a Caserta nel Palazzo Reale.
ATTO PRIMO.
Al Giglio d'Oro. — La scena rappresenta il salotto di Rosalia. Nel mezzo — sulla strada — balcone e finestra; di là dalla strada, il mare. A destra l'anticamera e la scala; a sinistra la camera di Fannya.
SCENA PRIMA.
Il salotto è bujo; appena il chiaro della luna che entra dai vetri chiusi. La Nina dorme sdraiata sul canapè. Qualche istante di silenzio, poi, da lontano, si cominciano a sentire gli accordi delle chitarre e dei mandolini e un frastuono di grida allegre e di evviva. La musica e le grida si avvicinano sempre più e risuonano sotto le finestre dell'Albergo. Entra Petruccio. In fine anche la voce di Rosalia e di Barbaja.
Grida c. s.
Evviva la Rosalia! Evviva la Mirabella!
Rosalia di dentro.
Evviva a voi! A voi tutti! Un bacio a Napoli! Alla dolce Napoli!
Grida c. s.
Evviva la Mirabella! Evviva la Linda!
La voce di Barbaja.
Evviva Venezia e la bella Veneziana!
Voce dei Suonatori.
Eccellenza! La vostra grazia! Signurì! Eccellenza! 'A grazia vostra!
Petruccio entrando con la candela accesa.
Donna Nannì! Donna Nannì! 'A padrona!
Nina svegliandosi ancora sonnacchiosa.
La padrona?... Così presto?
Petruccio.
'A Linda è n'opera corta!
Nina.
E la cesta? E la roba? Devo andare a teatro a prender la roba!
Petruccio.
Eh! Eh! Ce sta ancora tutto 'o ballo.
Nina.
E per fortuna dura un'eternità.
Petruccio e la Nina, mentre parlano, corrono per la scena, cercano i fiammiferi e accendono due lucerne grandi a olio.
Nina quando le grida sono più vicine.
Senti! Senti! Più matti del solito!
Petruccio.
Serata d'addio!
Intanto la musica ha ripreso sotto il balcone; poi i suoni e le voci si allontanano e smuoiono lentamente.
SCENA SECONDA.
Si spalanca l'uscio di destra: entrano Barbaja, Taddei, il Cavaliere del Castelluccio e il Maestro Savoldi. Precedono e illuminano la via a Rosalia con lunghe candeline di cera; infilate nel braccio portano tutti delle corone di alloro e camelie, con nastri che depongono qua e là con i soprabiti, i mantelli, i cappelli. Rosalia ha in mano delle camelie e degli altri fiorì.
Barbaja investendo Petruccio.
Non è un albergo, questo! È un fondaco!
Castelluccio.
Una cantina!
Savoldi.
A Milano si chiamerebbe uno stallazzo!
Taddei.
E a Napoli si chiama alla moda francese Grand Hôtel!
La musica non si ode più.
Rosalia ridendo con il Castelluccio, mentre questi l'aiuta a svestirsi.
Vedete, cavaliere? Il lume delle mie pupille, il sole della mia bellezza, l'astro della mia gloria... non basta a rischiarare le scale!
Taddei gettando la candelina
Ma in compenso, accendete i cuori senza scottar le dita!
Castelluccio a Petruccio con impeto, poi solennemente.
Impara dalla Sacra Maestà del nostro gran Re!
Savoldi comincia a intorbidarsi.
Castelluccio sempre continuando.
Come già non bastasse la sua propria luce a illuminare il mondo, egli ha voluto, per soprappiù, largire ai napoletani anche l'illuminazione a gaz! Tu invece, fumido tizzone, sopprimi al Giglio d'Oro l'olio e anche il sego.
Rosalia.
E la cena? Don Petruccio mio, non voler sopprimere anche la cena!
Petruccio.
Cinque minuti, eccellenza, e po' ve servo!
Fa per andare a prendere, sopra un cassettone, tovaglia e piatti.
Rosalia opponendosi.
In cucina! Di volo!
pestando i piedi.
Ho fame!
Nina fa per togliergli dalle mani la tovaglia.
Don Pedro, in cucina!
Rosalia alla Nina.
Tu no! Va subito in teatro a prendere la roba e a chiudere il camerino!
Taddei subito.
Ci siamo noi!
chiamando.
Impresario Barbaja, Maestro Savoldi!
Barbaja.
Eccomi!
Savoldi.
Pronto!
Taddei.
Apparecchiamo la tavola!
Barbaja, Savoldi, Taddei eseguiscono.
Petruccio ritorna: va ad aprire una credenza.
Le posate...
Castelluccio pavoneggiandosi.
A me pure: la musica divina di Donizetti mi fa piangere e mi mette appetito!
Savoldi borbottando.
Coccodrillo!
Rosalia lancia un'occhiata al Savoldi per frenarlo: poi togliendo le posate a Petruccio.
Io ho fame e non appetito.
Spingendolo verso l'uscio:
Fame! fame!
Savoldi dando un pugno per scherzo a Petruccio e spingendolo c. s.
Fame!
Barbaja c. s. dandogli uno scappellotto.
Fame!
Petruccio via a destra.
Rosalia alla Nina che sta infilandosi una mantelletta.
E Fannya?...
Nina.
Allegrissima! È andata a letto dopo aver suonato e cantato!
La Nina va via.
Rosalia con un impeto di tenerezza e di gioia, lanciando un bacio verso la camera di Fannya.
Cara! Sorellina cara!
Castelluccio fingendo di pigliare il bacio a volo, con la mano.
Questo per me! Ah!
mettendosi la mano alla bocca e baciucchiandola.
«Qual voluttà trascorrere... Sento di vena in vena»...
Savoldi sottovoce
Vecchio cane... Da catena!
Savoldi, Barbaja e Taddei, puliscono i bicchieri e le posate con i tovagliuoli.
Castelluccio al Savoldi, serio.
A me?
Rosalia intromettendosi e vezzeggiandolo.
Caro, caarrone!... Simpaticone!
Castelluccio scrollando il capo e indicando il Savoldi.
No, voi; lui!
Savoldi avanzandosi ironico.
Cavalier Andreo?
Castelluccio gira attorno alla scena, per riuscire a frenarsi.
Rosalia interrogando il Barbaja e il Taddei, sorridendo.
Andreo?
Barbaja piano a Rosalia.
Se lo si chiama Andrea, si offende!
Taddei.
Re Ferdinando, lo ha persuaso che Andrea, con la desinenza in a, è un nome di donna!
Petruccio entrando con un piatto di maccheroni e un piatto di carne.
Ecco servita 'a eccellenza!
Rosalia allegramente, per troncare la scena.
A tavola! A tavola!
siede, mangia: Barbaja e Taddei la servono: Rosalia con la bocca piena.
Neh! Cavaliè! Versatemi da bere!
Castelluccio fatto il giro, è rimasto vicino al Savoldi: piano.
Nella sua paterna bontà, il nostro sovrano, benché degno eroe dei tempi omerici, ha sancito una legge severissima per frenare l'abuso dei duelli: i miei amici, il Marchese del Vasto e Francesco Carrano, furono condannati a sette anni di ferri...
Rosalia più forte, imitando l'accento napoletano.
Cavaliè!... Mo' aggio sete!
Castelluccio sempre sottovoce al Savoldi, ma con ira.
Se siete davvero, come si dice in teatro, un gentiluomo proscritto che fa il direttore d'orchestra per inclinazione... politica, vi dirò... insolente...
sospirando
e andiamo in galera!
Savoldi.
Come volete e quando volete.
Rosalia balzando in piedi: al Savoldi, con un'occhiata severa.
Matto! Proprio matto!
corre carezzevole dal Castelluccio.
Cattivo! Crudele! Dite di volermi bene e mi amareggiate i maccheroni!
Savoldi tra il Barbaja e il Taddei piano, con ira.
Cortigiano! Parassita!
Taddei scrollando il capo, al Savoldi.
Una povera vittima di Ferdinando!
Barbaja pure al Savoldi.
Ignorante! Ma non farà mai la spia, con tutto il suo amore per il Re!
Rosalia che sta calmando il Castelluccio.
Il maestro è lunatico e...
sorridendo, vezzeggiandolo.
Gelosissimo!
Castelluccio soddisfatto.
Di me?
Rosalia al Savoldi con un'occhiata di comando.
Datemi la mano!
gliela prende mentre il Savoldi vorrebbe ritirarla e sorridendo al Castelluccio.
E anche voi... la vostra...
Castelluccio vorrebbe resistere.
Se mi volete bene!
Castelluccio porge subito la mano.
Il maestro riconosce il suo torto, voi gli perdonate, e si fa la pace!
fa per unire le due mani: tutti e due le ritirano istintivamente.
No?
al Castelluccio sempre più tenera.
Proprio no?... Nemmeno al patto di suggellare la pace con un bacio?
al Savoldi accigliata indicando la guancia.
Uno qui...
volgendosi al Castelluccio e avvicinandogli la guancia, sorridendo.
... E uno qui?
Castelluccio fa per dare il bacio.
Rosalia si ritira.
Niente! Insieme, la pace o niente!
Savoldi e Castelluccio danno il bacio insieme, uno per guancia.
Rosalia respingendoli subito, con le due mani.
Adesso lasciatemi cenare.
siede e torna a mangiare.
Barbaja fingendo di infuriarsi contro Taddei.
Critico venale!
Taddei c. s. contro Barbaja.
Impresario... imbroglione!...
Barbaja.
A me?... Al nipote di Domenico Barbaja? Un duello!
Taddei.
All'ultimo sangue!
Rosalia continuando a mangiare.
Bravi!... Bravi! Coraggio!
Taddei.
Ingrata! Mi vendicherò sul Poliorama!
Rosalia ridendo.
Maramèo!
Barbaja.
Vi farò fischiare!
Rosalia.
Maramèo! Fra quindici giorni sono a Milano!... Canto alla Scala! Nel Barbiere.
Cantarellando a mezza voce.
«... Ma se mi toccano dov'è il mio debole...»
Nina di dentro.
Signora!
Castelluccio guardando verso l'uscio.
La bella Nannì!
Rosalia.
Hai fatto presto!
SCENA TERZA.
Detti, la Nina, in fine Alliana.
Nina entrando sconvolta.
Signora! Signora! Peggio dei croati!
Rosalia ridendo.
I croati?... A Napoli?
Nina.
Peggio! E poi almeno i croati sono tedeschi, ma questi...
Rosalia.
Cos'è successo? Che ti hanno fatto?
Nina.
A me?... A lei! Tutto sossopra!
Barbaja vivamente.
In teatro?
Taddei.
Al San Carlo?
Nina.
Nel camerino!
Rosalia vivamente.
Nel mio camerino?...
Nina.
Sequestrati i costumi della Linda e lei messa in contravvenzione!
Rosalia.
Sequestrati i miei vestiti? Ma come?
Barbaja.
L'ultima sera?...
Nina al Barbaja.
Sicuro! Quello del primo atto era nuovo. La Polizia l'ha trovato troppo corto e poi non c'erano le mutandi...
correggendosi
i calzoncini verdi!
Rosalia maravigliata alla Nina e al Barbaja.
È uno scherzo?
Savoldi come una minaccia.
Della polizia!
Barbaja inquieto.
La celebre Goldberg, per una simile contravvenzione, ha dovuto scappare e rifugiarsi in casa del Ministro d'Austria!
Taddei.
Volevano arrestarla!
Rosalia spaventata.
Arrestarmi?
guardando verso l'uscio di Fannya.
E Fannya?...
si calma e scoppia in una risata.
Ma che!
Castelluccio.
Impossibile!
Savoldi a mezza voce.
Tutto è possibile sotto i Borboni!
Castelluccio facendo una giravolta per non sentire, si avvicina al Taddei.
Taddei.
Con una polizia canaglia, più ladra dei ladri!
Castelluccio fa un'altra giravolta e si avvicina alla Nina.
Barbaja.
Scommetto... è un altro trucco!
Nina.
E che furia!
con forza.
La mia Signora, ho detto, farà le sue rimostranze al Re!
imitando il parlare napoletano.
U Re nostro è u Marchese del Carretto! Isso è u vero re de Napole!
Castelluccio si allontana protestando scandolezzato con le due mani.
Barbaja alla Nina.
Per capire se si tratta di un...
indica danaro.
... affare della polizia, bisognerebbe conoscere l'agente.
Nina.
Io non l'ho mai vista quella grinta!
Rosalia alla Nina, con risolutezza.
Invece di aspettare qualche giorno, si parte subito.
Savoldi.
Se vi lascieranno partire!
Barbaja.
C'è la contravvenzione!
Rosalia fuori di sè.
Ma io.... parlo col Re!
Castelluccio.
Questo dovete fare!... La prima sera della Linda, il re vi applaudiva con entusiasmo dal suo palchetto!
Barbaja.
Se il regolamento in cui si stabilisce la lunghezza delle gonne, la larghezza delle maniche, il verde dei calzoncini, è tutto scritto di pugno del Re...
Savoldi.