APPENDIX XIII

[P. 352, n. 2]

BIBLIOTECA BARBERINIANA

Vatican Library, No. 5,269, Folio 63

[Discorso sopra gli humori del Regno di Francia, di Mons. Nazaret]

Quante uolte il Rè Christianissimo ha ricerco Nostro Sigre di danari contanti, ò di permissioni di cauarne somme maggiori, et grossissime dal Clero di Francia, ò di soccorso di gente Italiana, ò di altro aiuto, che si potesse cauare da sua Beatitudine, tante n’è stato in somma compiaciuto, conciosia, che la bontà del Papa, et la prontezza, et uolontà grande, che Sua Santità ha del continuo hauuto d’ impiegare ogni sua forza, et autorità a salute di quella Corona, et ad esterminatione degli Heretici gli ha fatto prestare più fede alle promesse, che loro Mta, faceuano a parole del ben futuro che alle uere ragioni di coloro, i quali predicauano il Male, et la corruttione presente, et palpabile tale, secondo essi da mettere per perduto qualunque cosa si donaua ò porgeua per quel aiuto con il medesimo zelo ha proceduto sua Santità nell’ aduertire al Re, alla Reina, et alli altri Ministri suoi fideli, et Catholici degl’ inganni, et male opere di certi, i quali si uedeua chiaramente, come proponendo fallacie, et usando falsità et tradimenti, cercauano con sommo artificio di leuare l’ obedienza al Rè, et corrompere la giustitia, et Religione di quel Regno, come in gran parte è loro riuscito, cosi non ha mancato di mettere qualche uolta in consideratione qualche rimedio per troncare i disegni delli Ugonotti, parendoli, come Papa et Padre commune, che se gli appartenesse di ricordar quello tocca al bene de fideli, et come Vicario di Christo in Terra di doversi intromettere in cosa appartenente all’ uffitio suo per quanto concerne il riformare la Chiesa di Dio, cioè renderle in quel Paese la sua debita forma, et dignità essendouene il bisogno, ò la necessità grandissima, mà in parte alcuna non è mai riuscito di far frutto, anzi quando le loro Mta non hanno hauto per fine di ualersi degli aiuti; et autorità del Papa, manco hanno tenuto conto, nè pur mostro di curarsi di corrispondere con quella dimostratione di parole, che ci conuiene ad ubedienti figli et deuoti a questa Santa Sede; Perciochè all’ altre cose, che l’hanno dechiarato, lo fece manifesto, et palpabile, quando dopo la battaglia ultima di Mócontor, essendo il tempo appunto proprio de uenire a dare castigo à chi lo meritaua, come ricordauano i Ministri di Nostro Sigre per parte sua, che era tempo di fare, et ne mostrauano il modo, fu risposto loro dalla Reina propria con parole assai espresse, come il Rè si trouaua in età di autorità, et con forze, et prudenza di saper gouernare lo Stato suo, da sè, senza hauere à pigliare consiglio, nè Legge da Principi esterni. Onde meritamente da quel tempo in quà è parso a Sua Santità di uolere andare un poco più consideratamente, non giudicando che se gli conuenisse di doversi ingenire in cosa d’altri più oltre di quelche fosse grato alli Padroni, sperando pure, che come l’ era affirmato, così asseueratamente l’età del Rè con il ualoroso animo suo, et con le prouisioni, che loro Mta presumeuano di fare più che à bastanza per trouarsi al sicuro in ogni accidente, potessero superare la peruersità de Ribaldi, et ogni altra difficultà.

Hora che dalli intollerabili Capitoli da questa ultima impia pace apparisce tutto il contrario, ueggendosi come restano del tutto oppressi i Catci et gli Ugonotti tanto solleuati, che non si preuagliano in qualche parte: mà che mettano necessità, et in loro soggettione il Rè medesimo.

Non può ne deue sua Beatitudine mancare di tutti quei Uffity, che si appartengono al grado suo per aprire la mente del Rè con modo, che sia cauato dalle tenebre, oue altri cerca di tenerlo, et sia illuminato delle prouisioni, che Sua Mta può porgere per la salute, et conseruatione dello Stato, et uita di tutti i buoni, che senza pronto, et potente rimedio se ne andranno in perditione, non potendo mai reggersi quel Regno senza buona giustistia, et religione; le quali sono corrottissime con l’Intervento delli Heretici in esse, li quali Heretici non accade dubitare, che hanno sempre hauuta, et hanno tutavia più che mai la principale mira loro fissa alla rouina del Rè et uaglionsi apparentemente di quelle due cose, che sono generalissime per chiunque cerca di distruggere un Dominio, ò una Monarchia, cioè la prima di mettere in diffidenza à chi lo regge quei Prencipi massimamente, che lo possono sostenere, et porgere consigli; et aiuti da conseruarsi il suo debito imperiò, come si sà, che hanno tanto tempo procurato di conseguire più, et sopra ogni altra cosa li Ugonotti del Rè di Spagna con dar ombra, et metter gelosia, che Sua Mta Catt.ca et suoi Ministri ancor d’auantaggio fussero sempre per procurare, non che desiderare la divisione della Francia; perchè la bassezza del Rè Christianissimo, redondaua à grandezza del l’altro interpretando perpetuamente, et le parole, et i fatti, che ueniuano da quella parte al peggior senso, il quale argomento, sebene in superficie hauesse del propabile in qualche parte, nondimeno la natura del Rè Cat.co tanto inclinata al bene, et alla quiete, fà conoscere a pieno il contrario, come dimostra pur troppo chiaramente l’occasione, che ha lassato passare, con il non havere con effetto animo di nuocere alla Francia per pensiero di accrescere se stesso; Ma è assai alli Ugonotti di hauere messo Zizania da ogni parte, tanto che l’uno non si fidi dell’ altro, sicome hanno cerco, che gli riesca di consequire del Papa, sebene non è uenuto loro fatta, perche Sua Beat.ne per sua troppa bontà pospone ogni altra occasione, hauendo risguardo solo al seruitio di Dio, et al bene di quella Corona et del Rè.

L’altra seconda cosa è di mettere diuisione nel Popolo, che di ciò non accade produrne ragioni, ueggendosi pur troppo per gl’ istessi capitoli dell’ accordo. E necessaria adunque inanzi ad ogni altra cosa di provare con buone ragioni, come la setta delli Ugonotti con li suoi capi, sono sforzati a tenere in perpetuo la persona del Rè per inimica implacabile, perchè oltre à quello che è detto di sopra l’hanno troppo grauemente offesa, nello Stato nell’ honore, et quanto ad essi nella uita sicome testifica quella giornata di Meos, nella quale fu forza a Sua Mta trottare sino a Parigi nel modo che è notorio.

Molte altre congiure, et conspirationi fatte da essi contra la persona di Sua Mta et tanti trattati, et ribellioni usate per occuparle le sue Terre, sono palesi, et n’appariscono i processi fatti per le scritture, che furono trovate à Sciantiglione di Coligni, et che offende non perdona, onde considerata la natura loro, non resta dubbio, che come consij di havere macchinato contra alla uita del Suo Sovrano Padrone, et offesolo nell’ honore, et nello Stato tante uolte così abbomineuolmente, come è nonsolo palese; ma prouato a chiunque lo uole sapere, non potranno in eterno essere fideli, nè obedienti Vassalli; anzi non staranno mai quieti se non per fraude, et con intentione d’ingannare Sua Mta quando uegghino le cose in termine, che li habbia da riuscire, et se gli mancarà il modo con l’ Armi scoperte, et con congiurationi palesi, come per lo passato; perchè la loro setta hauesse declinato, forse per il danno riceuuto nelle battaglie, che Dio benedetto hà fatto loro perdere, ò perchè dubitino di poter essere oppressi dal ualore, et uirtu, che uede essere nel Rè è non solo uerisimile, ma chiara, et sicura cosa, che procureranno di aiutarsi per ogni uia etia indirettissima, et seguitaranno il lor costume solito, et però non perdoneranno à ueleno, nè ad altra sorte di scelerata uiolenza, come la morte del Marescial di Bordiglione, quella di Monsigr di Ghisa, et infinite altre simili ci ammaestrano, perchè conosceranno, come niuna uia è più certa di assicurarli ad ogni misfatto, et insieme da conseguire il fine del colorire i loro peruersi dissegni; onde si può fare uera conseguenza, che niuna persona fidele al Rè, et prudente possa, ne debba persuadere Sua Mta a disarmare, ò à fidarsi in alcun modo poco, ne molto delli ribelli di Christo, et suoi.

Hè che intenda d’huer concordato con essi altrimenti, che con l’intentione, che hebbe già il Rè Luigi XI. il quale considerata l’unione de Grandi contra di se uolse rendersi facile di promettere ogni condittione, benchè iniqua, che da ciascuno l’ era chiesta, mà dissipati che hebbe i capi della ribellione, come furono deposte l’ armi, incontinente gli troncò tutti, senza indugio, ne risguardo alcuno. Anzi hà da guardarsi Sua Mta ben diligentemente da tutti coloro i quali con si gran carità gridano pacis bona, et abusando della clemenza, et benignità del Rè, si sforzano d’ingannarlo, commendando questa pace particolare con le lode della pace in genere; perchè con le sue proprie non lo potriano fare: Chi non sà che la pace per se stessa è buona? Mà chi non sa ancora che Sicary, i Venefici, gli Assassini gli Assassinatori, gli Incendiarij, i Sacrilegij, gli Heretici, et gli huomini senza fede, ne honore meritano punitione, et esterminatione. Chi non sà similmente, che hauer preso per trattata la Roccella per forza Angolem, et tante, et tante altre Città, et Terre in tutti i modi, che l’ hauere assediato il suo Rè, che l’abbruciare le Chiese, dar il guasto alle Prouincie, et distruggere, et esterminare, ò ribellare i Popoli è cattiva cosa, et peccato irremediabile. Mà che il liberarsi da si graue indignità, et oppressioni, et che il cauar lo Stato suo, et suoi buoni Vassalli, et se stesso da tale calamità, et miserie, come è la uile, et abbietta seruitù di chiunque si troua sottoposto alle crudeli Tirannide, et rapina de’ capi delli Ugonotti, non è esser seuero, et rigido, mà à fare il douere, il dritto, et quelche ricerca la Giustitia; Come può il Rè uolgere gli occhi pieni di quel generoso spirito che hanno mostro i suoi antecessori in tante et si grande Imprese, da i quali ha riceuuto il titolo di Christianissimo, acquistato d’essi per i loro meriti verso la Roccella, et tutto il Paese, che chiamano di conquista, et tolerare di uederselo tolto con i Popoli ribellati, et in tutto alienati dalla sua obedienza, et Religione con le Chiese antichissime, et si eccellenti, et nobili edifitij tutte demolite, la qual cosa auuiene non solo ne Paesi doue hanno pensato d’annidarsi, ma da tutte le parti del Regno, douunque sono passati con l’armi, che se ne uederanno i uestigii per li secoli auuenire, nonchè per li successori nostri, talmente hanno adoperato il ferro, et il foco contro la fede di Christo, et la giurisdittione, et l’autorità Regia.

Si che quando per qualsiuogla mondana ragione pur uolesse Sua Mta scordarsi l’offese si graui fatte alla Corona, à sè, et all’honore, et dignità sua, non può, ne deue posponere quelle, che sono commesse contra Christo, et alla sua legge, et non può mancare di giustitia alli suoi Popoli fideli, et Cat.ci che chieggono pietà, et gridano uendetta, chiari di non douere, nè poter, ne uoler havere mai pace, nè triegua à modo alcuno, sapendo di non potersi mai fidare d’essi, come l’esperienza gli ha dimostro molte uolte a troppo loro gran costo. Però quando uedessero di essere abbandonati, et derelitti dal Rè, et dal Gouerno, piutosto che restare a descrittione di gente si scelerata per fuggire la rapacita, et enormissime crudeltà loro saranno forzati di ricorrere ad ogni ultimo refugio.

Si può dunque proporre in consideratione al Rè qual sia più pietoso uffitio, quanto a Dio, et più glorioso quanto al mondo, hauer fatto un accordo con l’inique, et intollerabili condittioni, che si ueggano con Vassalli, et ribelli reintegrandoli nè beni, et dignità, gradi preminentie, uffitij, et benefitij, cedendoli parte dello Stato proprio, con il lassar loro delle principali Fortezze del suo Regno in diverse Prouincie, pagandoli danari di nuouo, oltre all’assoluerli di quanto hanno rubbato alla Corona, et al Popolo, et quello che importa più di tutto il resto, permetterli il libero esercitio delle loro Heresie, o l’hauere liberato i suoi fideli soggetti, et se la Casa Sua, et il suo Regno, et la Christianità, da si pestifera et perniciosa Canaglia, Bella usanza certo si potrebbe chiamare l’usurpare con la Tirannia, che s’hanno fatto gli Ugonotti, le Città et gli Stati pertinenti alla Corona, saccheggiare et espilare tutte le Prouincie, doue si sono potuti cacciare con ogni sorte di tradimento, et quando non si hà havuto altro refugio, ricorrere alla pace, et al perdono per non restituire quello che si è rubbato, et occupato à forza, et Tirannicamente. Tollerassi, che uno, ò pochi transfugi, infame, si facciano capi di una setta, et senza cagione, ò ragione pur finta, ò apparente; non chè con autorità, et giusto titolo, sotto colore di uolersi fare riformatori dé Preti diformati, et disobedienti, pigliano l’ armi contra il Rè, lo minacciano, faccino le battaglie seco, lo mettino nelle necessità, doue Sua Mta, è stata, et si truoua tuttauia, et li diano le leggi piutosto, che castigare chi lo merita, et reintegrare la giustitia, et la Religione nel suo Dominio, senza le quali due cose mai si uisse, nè si potrà uiuere rettamente in alcun luogo.

Anzi è troppo chiara cosa, come questo male non corretto: mà così trasandato andarà augumentando si ogni giorno maggiormente di sorte, che si habbia da mutare Imperio, come si uede che desiderano, et procurano con ogni diligenza gli Ugonotti che segua. E adunque la pace, cosi fatta pericolosa, et dannosa, come si è dimostro, sicome al punir li malfattori sarà sempre trouato necessario, honesto, et utile. Bisogna hora poi considerare, posto, che si debba fare se il Rè hà il modo da reintegrarsi nel suo prestino Stato, et autorità, et obedienza, et di ciò forse si potrebbe uenire in certa cognitione col misurare qual sia più il numero de Catci ò quello degli Ugonotti, qual siano maggiori, et più gagliarde le forze, et armi de ribelli, ò quelle del Rè, quale delle due parti habbia più facile il modo da cauare gente forastiera, et sia meglio appoggiata d’amicitie de Prencipi Potentati, et de danari.

Et in fine secondo tali propositioni farne la conseguentia, per due Ugonotti, che siano nel Regno, si ode calcolare, che si ha da contraporre più di otto Cat.ci gli ribelli hanno perduto nelle battaglie oltre alla reputatione, et la quantità degli huomini molti Capi grandi, che haueuano come il Prencipe di Condè, Dandalotto, et tanti altri, talmente che non accade far paragone dell’ armi sue a quelle del Rè, essi sono senza denari, et non possono così a loro posta più cauare nuoui soccorsi d’Alemagna, et Sua Mta ne ha da sborsare ad essi a millione, et può hauer Reistri, Suizzari, Italiani, et Spagnuoli quanto li piace, et purchè uolesse sarebbe aiutato da tutta la Christianità, et quello che importa non meno di tutto il Resto, ha ad arbitrio, et disposition sua la giustitia, con la quale sola non è dubbio, che sarebbe bastante de regolare il tutto.

Sono accettate queste ragioni perchè non si può negare, Ma si risponde, che la Nobiltà di Francia, che è quella dalla quale depende il Popolo, totalmente è corrotta per la maggior parte, et da questo procede tutto il male, che la grandezza del Rè proprio in ogni tempo è stata principalmente per il seguito, et obedienza de i Nobili, et mancandogli essi Sua Mta resterebbe debolissima, et allegano le battaglie guadagnate per diuina dispositione, che non si sono poi proseguite, nè cauatone quel frutto, che si speraua, et douenasi. Onde si uà imprimendo nell’ animo di Sua Mta che per quel verso mai si potrà uedere il fine, et che però manco mal sia essere ricorso all’ accordo in quei modi, che si è potuto, perchè il tempo farà ben lui. Le quali fallacie sono troppo palpabili, toccandosi con mano, et uedendosi con l’occhio chiaramente doue stà la magagna: percioche il Re uorrà recarsi la mente al petto, e redursi a memoria delle cagioni, perchè non fù seguitata la Vittoria dopo la battaglia di San Dionigi, et perchè si diede tempo tante, et tante settimane alli Ribelli di riunirsi, et stabilirsi nelloro capo, et non si uolse mai obedire d’andare a cauarli da Monteri, o Faulnona, come sa chiunque si trouò, che si poteua fare senza alcun pericolo, et perchè a Craton in Campagna, quando si seguitauano li Ribelli non si uolse combatterli, nè manco andarli appresso da uicino, ò tagliargli i passi, come è palese, che si poteua per non impedirgli la congiuntione con il soccorso, che ueniua loro di Germania, conoscerà manifestamente Sua Mta di essere stata tradita, et sa da chi, et lo proua da far punire i malfattori per giustitia, ma non è stata consigliata da uenirne mai all’ esecutione, perchè Sua Mta non hà uoluto consigliarsi con altri, che con coloro che la tradiscono. Veggasi quel che seguì poi con l’altra pace fatta con mira, et intentione di dare la stretta alii capi di quella maledetta setta, dopo che hauessero deposte l’ armi, et reso le Fortezze; acciochè con tal mezo si conseguisca l’ intento, che si deue hauere senza tanto sangue per non debilitare le forze proprie. Ma i traditori, che dauano il Consiglio, o almeno erano partecipi di esso, seppero guidare le cose in modo, et si lasciò uscire la uolpe dalla tana, et portò il caso, che appunto quelli di cui altri si fidaua più, et che haueua l’ordine di fare l’ essecutione, auuertissero si a tempo i Ribelli, che furono i primi a repigliare l’ armi, et uscirne di Noyrs, et conseruaronsi la Roccella, et hebbero in ordine di poter pigliare Angoslen per forza, prima che le forze del Re fossero unite esse da opponesseli, che anco questo, come il resto uiene procedette tutto dalli traditori tiranti adrieto le prouisioni Regie per dar tempo a complici di lauorare, Piacque pur poi a Dio, che miracolosamente fosse ammazzato, il Prencipe di Condè, et disfatto parte delle genti di Moners, ma non si seguitò, come si poteua doueua, et conueniuasi. Venne ancora il Duco di Dupponti, che si poteua combatterlo, et uincerlo al sicuro, et non si fece per le cagioni, che si seppero, et pure non ci si prouidde.

Fu seguitato, et verso Limoges si hebbero diuerse occasioni di romperlo senza alcun risico, et non fù esseguito per la colpa di chi n’ impediua la essecutione con l’autorità, che haueua nell’ essercito Regio; accioche si lasciasse se unire col Coligni, anzi fù procurato con buona cura di guardare l’ Essercito Regio in forma, et in siti, che la fame, et gli stenti l’ hauessero a fare sbandare, dando andito, commodità, et aiuto à ribelli di godere il Paese, et d’impatronirsi de’ magazzeni, de uittouaglie munitioni, et artigliarie preparate da alcune persone, che si era troppo apparentemente ueduto, che erano colpeuoli, in ciò si uenne al paragone, come questi tali scellerati traditori erano di più autorità, essi appresso le loro Maestà, che qualunque recordaua la salute, et il seruitio di esse, come riusci similmente quando si era fatta deliberatione de Suizzeri, et Italiani, così all’ ingrosso, che il Re auesse facoltà di farsi la ragione con l’ armi à malgrado de Francesi, che la seruiuano male, i quali misero sù Monsr Duca d’Angiù che la impregnò, come cosa che offendesse la dignità, et honor proprio di Sua Altezza, conoscendo chiaramente, che l’ intenteone de chi gouernaua, et consigliaua Sua Mta non era uolta ad altro fine, che fargli inimici, ouero diffidenti tutti gli altri Prencipi, et in somma priuarlo di tutti gli aiuti esterni.

Le difficoltà, che furono interposte, per consumar tempo nell’ andare al soccorso di Poiters, sono anco loro ben note, perchè ùhebbero da interuenire diuersi capi, che andarono con le genti Italiane, finalmente, come Piacque a Dio seguì la battaglia di Moncontor, dopo la quale il Rè medesimo sa, come fù tenuto a bada sotto San Giouanni d’Angelin, nè si uolse mai mandare parte della Cauallaria, non che tutto l’Essercito dietro alli Ribelli rotti, et in fuga, di sorte che non era possibile, che si riunissero, se non se gli fusse lasciato in preda le migliori, et più opulenti Prouincie di Francia per accrescere loro il seguito de Padroni, et lasciarli reinferscare, et rimettere insieme. Dalle quali cose si ode, che il Rè medesimo hà scorto qualche cosa, che gli ha fatto nausea. Ma essendo Sua Mta attorniata di gente, che lo cerca d’ingannare, et tradire per ogni uerso, ella non può discernere i Lacci, che gli sono tesi ne i pericoli doue si troua, però e da cercare di far la molto ben capace delle sopradette cose, mostrandoli, che es non si lieua da torno quei ribaldi, che cercauano così grandi artificij di rouinarla, ella si prouocherà l’ ira di Dio, ne douerà più sperare nella sua diuina misericordia, che così miracolosamente l’ ha sostenuto, et protetto fino al presente, ma restarà in preda di coloro, che non hanno altra mira, che di fare andare in precipitio la Sua Corona.

Di sopra e fatto mentione di alcuni particolari dè più sostantiali, accioche accadendosi si sappiano addurre per essempio al Rè, alla persona del quale pare, che si debba far capo direttamente, et parlare a Sua Mta senza maschera, perchè certo non se gli può far maggior benefitio, che id storarli le orecchie, et aprirgli occhi, et la mente per farli bene intendere liberamente, come non resta, che da lei medesima, se non uorrà porre rimedio a tanti mali, à quali tutti può prouedere facilmente, con punire quelli, che nominatamente si daranno in una lista, et degli altri, che gli paia, che lo meritino, secondo il riscontro, che trouarà su le scritture cauate da Casa Coligni, et ancora, che alli ribelli di Christo, et suoi, che hanno fatto tutte, et si grandi, et inaudite sceleratezze, secondo l’ opinione di alcuni, non accade considerare di guardar Fede ò promessa fatta, nondimeno si può fare di castigare solo quelli, che hanno tradito, mentre seruiuano nel campo, ò nel Consiglio regio, che fia senza alcun dubio a bastanza.

Hassi d’ auuertire ancora il Rè, come fin che Sua Mta se n’ è ita presso alle grida, et è stata con effetti del tutto Ingannata, ella può esser scusata appresso Dio, et al Mondo, ma dopo che saranno scoperte le magagne, et rappresentatole la uerità, et il modo di non star più in preda, et alla descrittione de’ traditori se non ci può: uederà la colpa di tutti i male, si ridurranno sopra le sue spalle, et restarà abbandonata da Sua Diuina Mta appresso della quale più non uarranno i prieghi, et oratione del Papa, et de gli buoni, et fedeli, che forse hanno giouato più di ogni altro aiuto humano a sostenerla. Vedesi, che gli Heredi uanno cercando sottilmente a qualunque occasione di fare che il Rè offenda Dio per prouocargli il suo giusto sdegno, mettendogli inanzi con la sua pelosa carità di conseruarsi l’ amicitia del Turco di usurpare i beni Eccci. et fino a mettersi a fare nuove Imprese fuora del Regno col mezo delle loro Armi, la qual ultima cosa non è incredibile in alcun mode se già il Re non uolesse darsi loro in preda del tutto, perciochè quando quell’ armi si uoltassero contra qualunque si sia stato di Prencipe Catholico Nostro Sigre non potrebbe mancare di far quanto si appartiene al debito dell’ offitio suo, senza risguardo d’ altra mondana consideratione, trattandosi della gloria di Dio, et conseruatione della Sua Santa Legge, nel qual caso Sua Beatitudine sarebbe forzata di procurare con la medesima caldezza di souuenire, et aiutare altri contra gli Heretici, che ha fatto con il Rè Catco. et con Venettiani, la qual Lega si hà da ricercare, che sia uolta contra gli Heretici, et Infedeli, piutosto, che altroue.

Sopra la competenza, et gara de grandi, si possono dir moltj particolari in uoie, che sarià troppo lunga cosa mettere in scrittura, basta, che tutto seruono a negare la debita obedienza al Padrone, et al uoler portar l’ armi con le quali s’ impedisce la giustitia, et fino a tanto che il Re non punisce a qualche uno de buoni, che lo meriti, perchè altri non preuarichi poi in modo, che una parte, et l’ altre si chiarisca per effetto, come Sua Mta uuole conseruarsi la superiorità, che se gli conuiene, mai sarà libera da queste molestie, et sempre si starà in preda di ogni uno.

E. uerisimile, che la Reina ami più di tutti gli altri lo Stato, et la uita del Re et l’ unione, et conseruatione de gli altri suoi Figliuoli, essendo essa prudente quanto si sa, et hauendo tanta cognitione delli humori, quanta le ha fatta imparare la lunga amministratione del Gouerno, che ella ha hauuto, però non si può dubitare, che Sua Mta per ambitione di conseruarsi l’ autorità preuarichi in parte alcuna di quel che deue, ma la proua ci ammonisce troppo, che da lei non si può aspettare quelle esecutioni, che ha mostro al Duca d’Alua in Fiandra, che basta a stabilire le solleuationi, et ribellione, perchè il sesso non gli lo promette, et anco in uerità di essere scusata, essendo stata Forastiera, et senza appoggio di potersi reggere secondo lei in simili casi, bisognando delle cotai deliberationi persona di gran cuore, et che habbia oltre l’ autorità l’ attitudine di fare con le mani proprie, quando l’ occasioni lo ricerchi, però con la Mta della Reina, non pare che accada pensare di poter profittare per tal uerso, si che il trattarne con essa non si deue hauere per opportuno, et anco di questo si potrebbe pigliar Conseglio sul luogo per gouernarsene secondo che giudicassero meglio quelli che si sà, che sono buoni, et ueri Catci et che non hanno più mira alle passioni particolari per il desiderio di hauer maggior partecipatione nel Gouerno, che al seruitio, et ben publico.

Intorno alle quali cose è ben necessario, che chi sarà impiegato habbia molta prattica, et gran prudenza da saper usare la descrittione essendoci bisogno di somma consideratone, percioche quando si trouasse tanto in preda a chi gl’ Inganna, che altri si disperasse di poter illuminarlo, et che si restasse ben chiaro di non douer cauar Frutto dalla persona di Sua Mta sarebbe da uoltarsi forse ad altra strada, cioè uerso quei Prencipi, et grandi, che si conseruano Catholici, et che restano essosi et esclusi dal Re, et dal gouerno, et priui di autorità, et reputatione, i quali se haueranno un capo dependente dal Papa del quale sappino di potersi fidare, sono atti a uolersene, et con il mezo della sua autorità far tale unione d’ arme di Catci in quel Regno, che il Re sia forzato a riconoscersi del suo errore, perchè la maggior parte delle Prouincie di quel Regno sono sotto il gouerno de Prencipe, o Sigre Catco. ciascuno de quali saprà, et potrà ridurre le associationi, che furono incominciate con i loro Capi minori, et mediocri, et supremi da ualersi dell’ arme, nel modo stesso, che hanno sempre usato gli Ugonotti, et con esse dare adosso a gli Ugonotti da ogni parte per estinguerne la prima razza, che anco sopra ciò in uoce si può esprimere uarie cose, le quali sarebbono noiose a mettere in scritto, et a tal proposito si può ridarre a memoria quello che loro Mta mandarono ad offerire al Papa per sicurtà della loro rissolutione di non uolere mancare subbito, che potessero liberare quel Regno dalla Heresia, cioè di capitulare espressamente, che a detti Gouernatori delle Prouincie se le usurpassero in caso di tal mancamento.

L’ abbandonare questa causa non è secondo la bontà, et pietà di Nostro Sigre nè a ragion di Stato conciosiache non si prouedendo è da dubitare, et da tener per certo, che gli Ugonotti anderanno sependo, et cercando d’ impatronirsi se gli riuscisse à fatto del Regno per procedere poi anco più oltre con imprese esterne, et forse hanno dissegno col mettere su il Re a nuoue Imprese di conseguir l’ una, et l’ altra Impresa in un medesimo tempo col far morire il Re, et li Fratelli, et altri grandi, che potessero per uia di congiure, et di tradimenti preualersi dell’ entrata della Corona, et del Clero a sostenere solo l’ Imprese cominciate in compagnia del Re, la qual consideratione, sebene paresse lontana non è da gettarsi dopo lè spalle; anzi è consentaneo alla ragione di permeditarsi, et fare con la prudenza quei rimedy, che sono giudicati più conuenienti.

Frà quali s’ intenda il mandare al Re, et alli Catci. una persona sola, o due, una diretta a Sua Mta. et l’ altra alli Catci. che si riferisca, et obedisca al principale.

Forse non sarebbe inconueniente di mandare anco uerso il Re Catco. persona ben confidente, et sincera et rissoluta, che potesse cauare Sua Mta Catca. de Generali, parlandogli con buona intelligenza delli humori prefati di Francia, et mostrandogli quanto sia il pericolo, che portano gli Stati di Fiandra, si perchè con il tempo diuentando Heretica la Francia, quelli Stati infetti di già non si potranno a modo alcuno conseruare da Sua Mta. Catca quali remedij ella presume di farci, et sapere, accioche si potesse disponere, et pensare se con i Vinetiani et altri Prencipi si potesse fare simili offitij per tastarli il polso douendo essi presumere, che sempre, che fusse mosso guerra alli Stati del Re di Spagna a loro non rincrescesse di potersi aiutare della Lega fatta, ma necessario, non che opportuno, in ogni caso pare il far prouisione quà de danari, de quali Sua Beatne. ha a ualersi grossamente, si per aiutare quelle cose, come per diffondere Italia, et il resto della Christianità dalle forze di questa scelerata setta. Et perchè le deliberationi di tanta importanza, nella quale si tratta della salute del Regno, et della conseruatione della Santa Sede, et della Christianità si hanno da fare con matura consideratione, si potrebbe per auentura discernere meglio qual partito fosse da pigliare prima, o poi, et come, et fino a qual termine udendone il parere di quelle persone, che paressero, et fussero giudicate intelligenti, et confidenti. Quanto alle richieste fatte adesso dal Re, la risposta fatta da Nro Sigre sopra la dispensa del Duca di Ghisa, et della Prencipessa di Portiano, non può essere più giusta, ma è facile a temperarla col mandare la dispensa del tutto spedita per chi andasse, accioche si uaglia di darla, o non appalesarla, secondo, che trouerà, che sia più a proposito per li humori; Conciosiache se si conclude affatto il Matrimonio di Portogallo, come è da stimare, che sia il disegno, chi sa che Madama Margherita non diuentasse moglie del Duca di Ghisa, piutosto che del Prencipe di Nauarra. Et circa il permettere che gli Ugonotti possino habitare sicuramente nella Città, et Contado di Auignone, non parche accada stare in dubbio, che Sua Santità, non lo può, ne deue concedere, ma di restituire i loro beni, et lasciarli contrattare, perchè ne sgombrano, si può ben forse hauerci consideratione, se con questa gratia fatta al Re si uedesse di accomodare con Sua Mta qualche una delle cose più sostantiali, et anco ciò pare, che bisogni rimettere alla descrittone, et prudenza di chi si uolesse mandare, il quale deue hauere per massima, che sempre, che il Re uoglia essere così impio, che si risolua di fare quello, che può per leuare al Papa, et alla Santa Sede quello Stato, non ci è rimedio a diffendersi, ne essendo Auignone troppo circondato dalle sue forze, però conuiene auitarsi di conseruarselo, come si è fatto per l’ adietro in tutti i tempi con l’ autorità, et beneuolenza, et fauore del Re, al quale se può rimostrare che Nro Sigre. non uuole, ne intende tenere con l’ armi perturbato il suo Regno, mà solo tanta guardia nella Città, et Terre, che ui sono, che basti a non lasciarle rubbare per tradimento a quattro di quei scalzi Ugonotti, come ne sono state tolte tante a Sua Mta.

Douendo questa scrittura seruire solo per informatione delli humori di quel Regno, non pare, che accade farla ordinata, ne limitata, però sarà fatta, come si è potuto all’ imprescia &c.