APPENDIX XXVI
[P. 417, n. 3]
ARCHIVES NATIONALES
K. 1,515, pièce No. 118
[Au dos, alia manu] Copia de carta del Nuncio a Su Magestad. De Madrid al Escurial, a 26 de Junio 1570.
Para escrivir a Francia, como se hizo. Lo de Mos. de Fox.
Copia di una lettera, che il Nuntio scrisse a S. Mta Catca.]
Mi è doluto assai intendere che V. Mta Catca senta qualche indispositione di stomaco, il che deve ser residuo de la incomodità del camino. Il Signor Dio la mantenga sana lungamente, con ogni contento et felicita.
Per le ultime lettere d’Italia ch’io trovai in Madrid, quali sono di 17 de maggio, S. Stà mi avvisa d’havere inteso che la Regina di Francia sta in animo di far cancelliere di quel regno di Francia Monsr di Foys, hora Imbasciatore in Venetia. Et perche questo homo, oltre l’essere indiciato grandemente nel Santo Offitio de la Inquisitione di Roma e parente e dependente da quella buona donna chiamata la Regina di Navarra, et è persona superba, inquieta di spirito, amica di novita et discordia, et di piu si tiene offeso da Sua Santità per non havere consentito ch’egli vadi a Roma, et credo il medesimo sia con V. Mtà por una causa simile di non haverlo accettato in Spagna; queste cause, dico, et altre che Sua Santita considera, gli da gran sospetto che, se questo homo fosse posto in tale administratione, la quale può infinitamente in quel regno, come nel Cancellier passato s’è veduto per esperientia, non cercarebbe altro che di unire le voluntà de queste due donne, et non solo, favorendo la parte ugonota, travagliare le cose di Francia (pur troppo travagliate), ma anchora quelle de li circunvicini, maxime nelli Stati ecclesiastici et di V. Mtà Cat.ca, non solo per vendetta de la offesa, et per l’odio che a l’uno et l’altro verisimilmente porta, ma anchora per la propria inclinatione sua. Onde Sua Beatitudine, facendo sopra cio quello che puo per la sua parte, desidera e ne prega V. Mtà a volere similmente cercare ogni via di impedire tale elettione, et quando non si possi altro, si degni scrivere a l’Imbasciatore, et vedendo passar inanti tal cosa, si unisca con il Nuntio, et insieme si lassino intendere apertamente dalla Regina che Sua Beatitudine et S. Mtà Catca haveranno per male ch’ella dia uno orficio di tanta importantia in mano di persona tale il che non deve fare, si ella desidera di essere tenuta fautrice de la fede cattolica desiderosa de la grandezza et quiete del Re suo figliuo lo et della unione et bene de la Christianità. Spera Sua Santità che, con questo rimedio si possi obviare a quello inconveniente, peroche la Regina prefata mostra pure di havere qualche consideratione in simili attioni di non far cosa che possi con ragione dispiacere a Sua Santità et a V. Mtà. Et perche da una parte questo negotio ricerca presta provisione, et da l’altra non è honesto che in questo tempo io dia perturbatione a V. Mtà con la mia presentia, ho voluto communicarla con il Cardinale, et scrivere a V. Mtà Catca la presente, supplicandola humilmente si degni farmi dare quella grata risposta che comandara ch’io scriva a Sua Beatitudine sopra questa materia. Et, basando reverentemente le regali mani a V. Mta, prego N. Sr. Dio la concervi longamente felice.
Di Madrid, li 26 di Giugno 1570.