Parte Seconda.

Credo utile di riassumere in questo capitolo alcuni precetti risguardanti i piaceri dell'amore.

L'unico consiglio per conservare a lungo la propria salute è di gustare con moderazione i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano il nostro fisico ed estenuano le nostre forze. L'unico mezzo per rendere il piacere più vivo è di gustarlo raramente.

Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà d'amore dopo il pasto, perchè tale voluttà, turbando la digestione, può essere causa di soffocazioni, di svenimenti e fors'anche di apoplessia.

Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono spreco di forze fisiche.

Quando si ha qualche organo ammalato, si prova un malessere generale, perchè il coito non farebbe altro che accrescere il male.

Si debbono scansare o reprimere i desideri immoderati, o i trasporti troppo focosi, perchè logorando rapidamente la macchina umana ci possono essere funesti. Coloro che hanno stomaco debole, e che sono disposti alle affezioni polmonari sono generalmente inclinati a siffatti piaceri, dovranno dunque fare ogni sforzo per frenarsi, perchè le voluttà sensuali precipitano i battiti del cuore, producono delle congestioni ai polmoni, che sono sempre funeste per chi tende alla tisi.

Quando l'appetito venereo fu soddisfatto, oppure quando è assopito naturalmente, è sempre dannoso alla salute il ridestarlo con mezzi morali o fisici, perchè bisogna concedere agli organi genitali il loro istante di riposo. E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti.

È male gustare in piedi i piaceri dell'amore, perchè lo spasimo venereo, cagionando una forte tensione dei muscoli degli arti inferiori che già portano il peso del corpo, li affatica oltre misura. Le conseguenze non si manifestano istantaneamente, e fin che si è giovani e robusti non ci si bada, ma ben se ne accorge quando, vecchi, le gambe, ricusando il loro ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si affaticano per un nonnulla, di maniera che la stanchezza vi accompagna perfino a letto.

Male è ripetere il coito più volte, perchè scuote il sistema nervoso ed esaurisce le nostre forze. Per lo meno tra un accostamento e l'altro è bene lasciare l'intervallo di un giorno.

L'impotenza si riscontra specialmente nei beoni, perchè il loro sangue fu riscaldato da liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche, che accelerano i moti del cuore ed irritano il cervello.

Può derivare anche da un'alimentazione povera, debilitante, dal regime latteo o esclusivamente vegetale e dall'uso delle bevande acide.

Siccome le perdite della donna sono minori di quelle dell'uomo, così essa può ripetere il coito più volte, ma però è bene se ne astenga, perchè è provato che quelle che ne abusano vanno soggette alle tristi affezioni delle ovaie, della matrice, qualche volta anche al cancro.

Dunque, riassumendo, diremo:

L'assoluta continenza, come l'incontinenza della voluttà d'amore, sono due estremi riprovati dalla natura e dalla ragione.

Infatti se la continenza è conservata strettamente è causa d'una sequela di malattie e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle allucinazioni oscene, alla follia, al delirio erotico.

L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo veduto logorano istantaneamente la salute, e sono causa di sterilità. È il libertinaggio che produce quegli esseri che poi crescono gracili e sparuti; è il libertinaggio che riempie le sale degli ospedali di infelici che aspettano la morte come fine dei loro mali. Giovani, guardatevi dagli eccessi delle voluttà sensuali; essi conducono spesso alla morte.