IV.

Che due lunghi mesi appresso la signora Varchi consigliasse Giulio Galardi ad ammogliarsi, non è meraviglia. Quando una donna savia s'approssima al pericolo, sempre esorta l'uomo pericoloso a prender moglie; onde, a scelta, una prova della bontà o della malignità dell'indole femminile. Perchè, una delle due; o Giovanna desiderava legittimo in un'altra l'amore di Giulio che era proibito a lei, o voleva togliere a donne più fragili di quanto lei si credeva il piacere d'essere conquistate da Galardi e, anche, togliere a questo il piacere di conquistarle.

Ma come Giulio, triste, scuoteva il capo, per convincerlo Giovanna dovè dichiarare:

— Lei ha tutte le qualità che rendono felice una donna. — E queste parole, purtroppo, logicamente traevano in perdizione chi le pronunciava.

Alla vigilia della quale perdizione, mentre Giulio scongiurava Giovanna di recarsi il domani a vedere il suo elegante appartamento di scapolo e gli oggetti d'arte che vi aveva raccolti, ed ella ricusava sorridendo, eppoi, fidandosi alle promesse e ai giuramenti di lui, rispondeva sì, con le lagrime agli occhi; mentre ciò avveniva, a un tratto, Giulio e Giovanna impallidirono: i passi di Alfonso nella stanza attigua!

Lei e lui mormorarono:

— Sì sì: nulla di male....

— Questa non è che una visita di dovere...

— Come mai è venuto a casa prima del solito?...

— Se la cameriera gli ha detto che ci siete vi vorrà a desinare.

— Ah no! Non ci resto, oggi!

Alla vigilia di quel giorno, egli non tollererebbe discorsi di rendita «in rialzo» e «in ribasso»; di «esportazioni» e «importazioni».

E Giulio se n'andò per sfuggire all'amico, che già odiava; infilò rapido, all'ingresso, il soprabito, prese il cappello, e via.

Via per la strada con l'intensa, confusa gioia che precede una gioia attesa imminente. Non gli sembrava vero: «Giovanna, dimani, da me!» «Gio-van-na!» L'onesta, tranquilla, seria, casalinga Giovanna!

Alla maniera di tutti i conquistatori, Galardi magnificava a sè stesso l'impresa compiuta; e come altri, un tempo, rientrando in patria, avrebbe enumerati i tesori d'una terra di conquista, egli, sempre più uscendo di sè, enumerava a sè stesso i tesori della donna così diversa dalle altre.

Ma se, diversa com'era dalle altre, Giovanna si contenesse, secondo i patti, in una semplice visita di amicizia? se, pur non intendendosene punto, si limitasse a lodare i ninnoli artistici del salotto?...

— Oh, sì sì: la vedremo! — esclamò, battendo il piede sul lastrico, certo, senza timore, l'eroe.

E allora non vide più nulla; perchè il cappello, al movimento imperioso, gli calò fin sugli occhi.

Rabbrividì al sospetto; si scoperse; guardò in un attimo davanti, dietro, dentro quel cappello.... Più scuro; più largo.... Il cappello di Alfonso! Che errore! che orrore!

E che fare? Correre subilo a casa Varchi!... Già vi s'incamminava. Ma gli toccherebbe affrontare l'amico, ridere dell'equivoco; rimaner là a desinare. Quel giorno? No! Impossibile ch'egli mangiasse, quel giorno, il pane a tradimento!

Tornò indietro, sempre con in testa l'impressione che avrebbe provata girando con iscarpe non sue e troppo larghe; s'arrestò, guardò l'orologio....

Quand'ecco, dall'altro lato della strada, frettoloso e intento a leggere una carta (con in testa, sulle quarantatrè, il cappello non suo) passare.... Alfonso! Incontrarlo e dirgli: — A te, dammi il mio —, sarebbe stato il modo più semplice per restituire il mal tolto e riavere il proprio; era anzi un fortunato incontro. Eppure Giulio Galardi non si mosse; guatò; nè potè muoversi fino a che l'amico non disparve.

Perchè Alfonso non gli era venuto incontro lui? Leggeva. Un documento, forse, che portava prima del desinare a qualche avvocato o in qualche ufficio. Dunque gli premeva più l'avvocato e il documento che il cappello del suo migliore amico! più il documento o l'avvocato, forse, che la moglie! Oh! non v'ha castigo che non meriti un affarista!

E Galardi, con un malessere invano respinto, che dal capo gli discendeva a tutto il corpo e pareva condensarsi al cuore, venne a casa sua per trar dall'armadio un cappello vecchio e uscire a desinare. A casa però si sentì stanco morto; di mala voglia; malconcio.

Sedè presso il tavolino, dove aveva deposto quel maledetto....