SCENA II
Avendo sentito Pilastrino romore ne la strada, che erano i compagni di Filocrate che lo portavano a forza a casa, esce in camiscia fuori e fugge: dubbitando che non sia Listagiro preso da la giustizia.
PILASTRINO.
Cacasangue! So che ho aúto una vecchia paura! Parti che l'abbian preso? Addio, Listagiro. Sempre con gli scredenti si guadagna. Ha racconto la burla a mille frasche che l'avran poi tradito. Io vo' fuggire. L'ho detto sempre ch'è stato uno scherzo che merita la forca; e che nol dica. Non ci vo' piú pensare. Oh poverino! ch'era sí destro! Io so che son saltato del letto senza mettermi il farsetto. S'io aspettava, mi ci avrebben còlto. Ma non sentii sí presto quel romore ch'io me l'addovinai. Or che son fuora non dubbito di nulla. Voglio andare a casa di Crisaulo e, come è giorno, intenderem la cosa. Ma son certo che ha bello e tratto: ché 'l governatore, pria mancherá la giustizia a se stessa, ch'egli li manchi. Ma che indugio qui? Non è tempo da starsi.