EPILOGO
Poca gente rimaneva nella cattedrale di Ventimiglia, antico tempio di Giunone, inginocchiata sul marmo inciso di fresco per rammentare che si celava là sotto il frale di Chiarina Grimaldi, volata nel grembo del Signore, angelo purissimo, vergine pia, sposa celeste, lasciando nel dolore eterno il nobile padre ed il nobile fidanzato.
La folla uscendo per le due porte laterali si cacciava nei vicoli angusti della vecchia città e spariva, chè la sera discendeva, dopo il breve crepuscolo, veloce, e per le ordinanze della Serenissima il coprifuoco essendo in vigore, se non brillasse la luna, c'era da trovarsi al buio peggio che nella bocca del lupo.
Una figura femminile pur tuttavia giaceva inginocchiata sul marmo: e poichè all'entrata della cappella quattro servitori con le torcie l'attendevano, c'era da supporre che fosse nobil donna. Rimase l'ultima e soltanto quando lo scaccino s'aggirò per le navate facendo suonar le chiavi, si riscosse e s'alzò. Allora soltanto un'ombra parve uscire dall'ultima colonna, quella d'un uomo alto, ammantellato, che tuffando la mano entro la pila porse l'acqua benedetta alla dama. Ed a malgrado il buio parvero riconoscersi, chè le due mani si toccarono tremanti. Fuori, verso le Crotte, nello sboccar d'un vicolo buio, la nobile signora sostò e l'ombra le si avvicinò.
— Siete voi, Luca?
— Sono io, Fiorina.
Tacquero. S'incamminarono. La donna riprese.
— Ho saputo da vostra madre, Luca, che avete ottenuto un salvacondotto e libere le terre e il castello. Ne godo per voi.
Il Lascaris crollò le spalle:
— Che me ne importa!
Riprese:
— Non per questo mi tengo legato: altri mercanteggiarono per me. Forse Camillo ebbe ragione guardando le cose e i sentimenti come le guarda. Ragiona, e ragiona troppo. Io sento. Ma purtuttavia, Fiorina, guardate: lascerò le mie terre, il mio castello e mia madre, tutto lascerò dietro di me, anche il giuramento che mi lega al Re, immemore di noi.... tutto sono pronto a lasciare, se manterrete la vostra promessa.
Camminavano lentamente, ma la dama ristette e con lei si fermarono i servi protendendo le torcie accese sicchè ne illuminarono il volto stupito.
— La mia promessa, Luca? Quale?
— Immemore siete dunque, voi, come il Re, Fiorina? E pure è promessa recente e non di parola che il vento possa portarsi.....
Ebbe timore la dama che il conte vaneggiasse. Cennò ai servi che s'avvicinassero e quelli impassibili, alte le torcie enormi, la chiusero in un quadrato inespugnabile.
— Ve ne prego, Luca, parlate chiaro....
Per tutta risposta il conte si svolse dal mantello, cacciò la mano entro l'abito, dalla parte del cuore e ne trasse un foglio piegato a tricorno e legato d'un nastro azzurro.
— Ecco. Mi duole però dover constatare come le vostre promesse vi stiano così poco a cuore.
Fiorina afferrò il foglio, lo svolse, l'aprì, s'avvicinò ad un servo che abbassò la torcia e lesse:
Luca,
il conte Embriaco vi porta il presente per dirvi che mi precede e ch'io vengo a voi, fiduciosa che i nostri destini s'uniscano finalmente come desiderate e come desidera pur sempre
Fiorina di Spigno.
— Ma è falso, Luca! Io non ho mai scritto, io non potevo mai scrivere.... Dio! Perchè insultarmi così, Luca?
L'uomo provò la sensazione d'una mazzata: vacillò, s'afferrò al servo più vicino, d'impeto, sicchè quegli cedette e la torcia violentemente scossa gli bruttò le mani di cera scottante e ne bruttò la fronte del nobile signore. Il servo urlò dal dolore, ma il conte parve invece averne un refrigerio.
S'irrigidì. Mormorò soltanto:
— Ed ho lasciato che l'uccidesse Almerico!
S'avvolse di nuovo nel mantello.
— Addio, Fiorina.
— Luca, Luca, ascoltate — gli sussurrò la dama — calmatevi, salite con me, datemi questa consolazione.....
— Grazie, vi ringrazio, ma non posso venire con voi.... Ho bisogno di restar solo....
— Domani, domani almeno! Vi attendo. Promettetemi di non mancare. Ibleto vi vedrà con piacere.
— Addio, Fiorina, — rispose il conte crollando il capo e cercando di svincolarsi, chè quella lo teneva come in una strettoia.
— Luca.... vi prego.... Luca....
— Badate ai servi, marchesa — ebbe la forza di susurrarle con la voce quasi calma.
La donna lo lasciò. Ma insistette:
— Verrete domani? Me lo promettete?
— Addio, Fiorina, — rispose il Lascaris e fuggì precipitosamente ingoiato dall'oscurità.
— Lancia, Borgogna, correte! — ordinò Fiorina, ma si riprese subito. — No, avvicinate le torcie.
Rilesse il biglietto, fece una smorfia, poi ridusse in minutissimi pezzi la carta. Le rimase il nastro azzurro. Se lo annodò al polso con un nodo d'amore.
***
L'ordine di servizio portava scritto:
— «All'avanguardia la mezza brigata del colonnello Balbi....».
La sera, presa Cosseria, il Bonaparte chiese a Berthier:
— Come si comportò la mezza brigata del colonnello Balbi?
— Eroicamente, generale.
— E il colonnello?
— Morto all'assalto.
— Ah!
FINE.
OPERE
DI ALESSANDRO VARALDO
VERSI
- Marine Liguri (esaurito).
- Romanze e Notturni (esaurito).
- Le Settembrine e le Odi Funambolesche.
ROMANZI
- Due nemici.
- Un fanciullo alla guerra.
- La Bella e la Bestia.
- I Re Magi: I. L'Ultimo Peccato;
- II. La grande Passione;
- III. L'amante di Ieri.
- La Marea: I. Il Falco;
- II. Cuori Solitari;
- III. Mio zio il Diavolo.
NOVELLE
- La Principessa Lontana (esaurito).
- Una Rosa d'Autunno.
- Genova sentimentale.
- Le Avventure.
- La Costa Azzurra.
- Moralità Immorali.
- Il Carnevale di Nizza,
- Donne profumi e fiori.
CRITICA
- Per un poeta della Vecchia Scuola. (esaurito).
- Fra vizio e belletto — Profili d'Attrici e d'Attori.
TEATRO
- Vol. I. — L'Altalena — Il Medico delle anime — Un marito innamorato.
- Vol. II — La conquista di Fiammetta — L'amante del sole — Appassionatamente.
- Vol. III — Diamante o Castone — Il più sincero dei tre — Una sciarada — Il selenita — Il Gatto nero — Don Giovanni si pente.
IN PREPARAZIONE
- Commemorazioni — Profili di Scrittori e di Attori.
- Il Cerchio Magico — Commedia in 3 atti.
- Il fiore d'agave — Novelle.
- Il Cavaliere Errante — Romanzo.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.