INCITAMENTI

mollezze

Alle catene molli offrir per poco

le mani, benchè sia leggiadro incanto,

è per il chiuso cuor ben nuovo gioco.

Ma lunga schiavitù già gli fu tanto

grave d'affanni, ch'esso cerca il riso

fugace, quel che non ritorna in pianto.

Cerca in amore un bel razzo improvviso,

un breve incontro di due eguali gesti,

di labbra mute nel languor del viso.

I desideri giova tener desti

fin che il buon tempo dell'amor seduce.

Prima ch'esso in un'ombra alta s'arresti

berrò la sua meravigliosa luce.

i doni

Assai doni di gioia e assai di grazia

sono offerti a chi vede ed a chi sente

col bel fervor di un'anima non sazia.

Nulla si nega a chi, senza nïente

chiedere, con il suo sogno conquista

tutto e v'imprime il suo suggello ardente.

Così, il ciel più divino il buono artista

dentro una tela piccola racchiude,

per goderne egli sol, puro egoista.

O ardor degli occhi che somiglia un rude

gesto di preda, o sguardi che son come

mani d'amante, indugïanti ignude

dentro un tesoro di feminee chiome!

avidità di vivere

Avidità di vivere, tu ieri

non vorace così mi strazïasti,

e avrai domani morsi anche più fieri.

I desideri tuoi, via via più vasti,

temon che a farli spiriti di gioia

giovinezza col suo fervor non basti.

Temono ch'essa troppo presto muoia,

e tagli loro i belli artigli e l'ali

il tempo con la sua fredda cesoia.

E m'incitano ardendo: — I beni e i mali

tentar bisogna. Vivere si deve.

Ama e combatti e odia e piangi e sali.

La vita è chiusa nel tuo pugno breve.