VORAGINI
l'etèra
Io t'ho seguita, sotto i primi lumi
rossastri d'una sera cittadina,
pallida etèra grave di profumi.
E parvi la falena che s'ostina
intorno ad una lampada notturna,
sempre più attratta e sempre più vicina.
Curiosità di male, taciturna,
mi trascinò nell'orbita di quella
ch'era del male più goduto l'urna.
Colei che attira asseta arde e flagella,
l'ombre accendeva di sua rossa chioma,
e molle andando, alla falena snella
vampava della sua carne l'aroma.
multiforme
Tu hai mill'anime in una, o multiforme.
Innumeri tumultuano i cuori
dentro il tuo cuore piccolo ed enorme.
Ognuno sa com'odi e come adori,
avventuriera arguta della scena,
ognun sa come vivi e come muori.
O bramata dagli uomini, una vena
fragile del tuo polso assai più forte
li allaccia della più salda catena.
E quando ti atterrò sfatta la morte
dinanzi a folle cupide di te,
la voluttà su le tue labbra smorte
bevono nelle alcove d'oro i re.
l'abisso
Dissero: In questo punto ella gettossi
nel vuoto; agonizzò pochi minuti
laggiù, ove i sassi appaiono ancor smossi.
China, io sentii tutti gl'inviti muti,
gli assorbenti richiami degli abissi,
il vortice che afferra gli sperduti.
La vertigine tragica con fissi
occhi d'acqua verdognola ipnotizza
sotto capelli d'alighe prolissi.
L'oblio, dal fondo, svolgesi e si rizza
con le sue braccia d'ombra arcate a culla,
e con la bocca di vampiro vizza
sugge il male a chi piomba ebbro nel nulla.