IDILLIO.
O felicissimi, che alla sera contemplavate il mare, contemplavate il cielo, ho a dirla?… Quando la filatera dei bimbi chiassosi vi saltellava vicino, voi vi pigliavate il meno restio, il più bello, l'elegantissimo, tutto vestito di bianco ricamato, colla fascia di seta azzurra, il cappellino alla marinara, e col fargli scattare sul nasino la cassa dell'orologio o col chiudergli di botto il ventaglio profumato sotto il mento, subito l'innamoravate delle vostre ginocchia, sì da poterlo baciucchiare e lisciare coll'invidia più carina. Ho a dirla?
(Egli, Gigio Augeri, su quell'orologio aveva misurato un paio di mesi desiosissimi, senza pace, senza voler più un amico, con una dolcezza e un tormento solo, dopo che Lei, Giulia, su quel ventaglio istesso, all'ultima festa da ballo aveva fatto scrivere per promessa una devise col certissimo toujours. E Gigio un giorno aveva succiato un bacio sulla manina paffutella di Giulia, e Giulia aveva sentito dal geloso gorgeretto per la spina della vita correrle un brivido d'amore. St, st, st. L'ho detto sotto voce e nessuno ha capito una parola, neanche quelli che hanno mangiato i vostri confetti, birichini). La storia è breve: aravate anime gentili: vi amaste: e, grazie a babbo di lui, a mamma di lei, eccovi i più dolci sposini nell'aspettare la felicità della felicità.
Dunque il bimbo d'altri era sulle vostre ginocchia, un idoletto su un altare.
E voi, a due voci:—Bello, bellissimo, a chi vuoi bene? A me o a lei? A tutt'e due istessamente. Bellissimo, chi sa come la mamma gioca con te! E il babbo? Ti vogliamo tanto bene anche noi. Danne dieci baci per uno….E come hai nome?
—Guido.
E qui, alla risposta di quel biondino, ecco il bisbiglio tra voi due:
—Sai, sposuccio mio, Guido è un nome gentile di maschietto…. di maschietto!
—Perchè sorridi, Giulia?
—Sempre daccapo a scherzarmi! Perchè?… Ma vedrai, giusto!… Mi ci metto, Gigio, di puntiglio!
—Magari….
—Scommettiamo, Gigio? Scommettiamo un cavalluccio con quattro ruote rosse, il primo balocco?
Il bimbo udendo a parlare di balocco, esclama, allargando le manine:—Per me?
E Giulia:—Sì, caro, anche per te…. Ma, ora che ci penso, sai, quelle vernici lustre su tanti cavallucci sono avvelenate. No, no: ci vuol giudizio, noi mamme!
Gigio, con un fare impaziente, come se dicesse: «Giulia, sei cattiva, lentissima e scompiacente,» Gigio, un po' malizioso, spicca le parole:—C'è tempo.
—E pazienza! Ma scommettiamo?… Stassera non m'hai ancora domandato che cosa pensi io…. Io penso che…. dev'essere un maschietto—e la sposuccia, col mignolo nella bocchina, sorride da inviziatella, simulando un gran mistero: poi da bambina:—Mi porteranno un maschietto, se avranno un po' di giudizio…. perchè lo desideri tu, Gigio, perchè lo desidero io.
—Capisci….
—Capisco benissimo.
—Tutti desiderano così: e poi le cose bisogna pensarle, perchè…. Adesso siamo qui in faccia al mare, ma poi torneremo in città, e…. E passeranno gli anni, gli anni, gli anni. Ho già lo studio avviato, i clienti, il nome, sicuro.
—Gigio e Guido Augeri.
—Adagio, adagio.
—Perchè?
—Ma che cosa si è detto tante volte a tante?
—Che cosa si è detto, Gigio?
—Che le usanze vanno rispettate, che al primogenito io voglio….
—Vuoi….
—Al mio primogenito babbo vuole si dia il suo nome.
—Perchè lo dici ancora?… Ma…. Guido è un bel nome, e se è bello, se piace a me, se deve piacere a te….
—Ma non è quello di babbo,
—Ma….
—Non te l'ho detto anche ieri a notte?
—Cattivo, perchè mi guardi così?—e Giulia fa sporgere dalla gonna un piedino, poi appoggiando sul tacco altissimo a un ciottolone, lo move febbrilmente, come una linguetta di serpentello tentatore.
—Eccoti imbroncita—disse Gigio torcendo il collo ad un bottone.
Qui un minuto di silenzio.
Ricomincia lei con voce piagnucolosa e compiacente:—Guido è tanto bello! A dire «Guido, fammi un bacio. Guido, va a scuola. Guido, scappa i pericoli….»
—Guido! Guido! Guido! uff!
—Sì, sì.
—Mah!
—O Guido o niente!
—Guido, scappa i pericoli! Sicuro: e il maggiore…. quello di prender moglie!
—Sicuro: certe testoline!… Ma come corri? Già un figlio che prende moglie? Ma sai che…? Non rispondi? Che cos'hai?… Eccoti imbroncito: a te: alle solite…. bisticciandomi, perchè?… E la cosa dovrebb'essere tutto affar mio. Lei come c'entra?… (Non risponde?…) Oh non risponderò più io, quando mi chiamerà: ed è lui che mi chiama! Ma voglio dire, sì, si: se suo papà non vuole il nome di Guido, la mia mamma è più buona, e desidererebbe che il suo nome di Bice…. Le usanze vanno rispettate…. E chissà che, pensando a lei, sempre a lei, con tutta intenzione, io possa accontentarla…. e pregando la Madonna: già la Madonna ascolta noi donnicciole, eh?… (Tace sempre!…) una bambina mi piacerebbe di più, mi farebbe maggior compagnia, una massaìna, cucirebbe con me e vorrebbe tutto il suo amore alla mamma, perchè già degli uomini….
—Già.
—E se mai…. Vorrei conoscerlo a fondo quel giovinetto che le mettesse in subbuglio il cuoricino!
—Oh come? Una figlia che prenda marito?
—Già….
E dopo due minuti di silenzio dispettoso, tu, sposuccia, accomiatando il biondino, senza un bacio, gli dicevi:—Va, e mandami qui subito subito quella bellissima fanciullina, quella là che corre: la vedi?… Com'è cara!… Tu va, e mandami lei, di' che l'aspetto, la desidero, la voglio!
E il bimbo:—Sissignori….
E Gigio:—Sissignora.
Il bimbo, aspettando i confetti, vuol farsi un merito di più e aggiunge:—Si chiama….
—Come si chiama?—sospira Giulia.
—Bice.
—Oh che combinazione!—diceva lo sposo, mordendosi i baffi:—L'educazione, le mamme, i capricci, il mare, questi marmocchi, il matrimonio: cose serie! Credete di mettervi tranquilli e che tutto vada secondo i vostri desideri?
Mentre la sposa, come una cingallegra, chiacchierava tra sè:—Ecco che ci penso! Le vestirei un abitino americano scollato, in bazin bianco, a davanti principessa, rigato a pieghettine…. sì o no?… poi una larga cintura in surah ciliegia, annodata di dietro a lembi sciolti…. Oh il cappellino? Capellino a tese rivoltate…. Sei qui, cara, carissima bimba?
Gigio colla punta del bastone schiacciò lì su un sasso una povera formica, che, cammina, cammina, cammina era venuta in quattordici giorni da Pegli sin presso allo strascico profumato e inamidato e frusciante di Giulia.