FIORITA DI GUERRA.

Spezia, per la madonna d'Agosto.

Remo; la barca dondola

Sull'acqua scintillante.

Il mio giovane amante

Mi guarda, e ride.

A riva è tutta un'estasi

Di fiori e di canzoni.

Lassù dai forti guardano,

Aspettando, i cannoni.

Entro le chiese spirano

Tra gl'incensi le rose,

E preghiere odorose

Levano al cielo.

Ma il mio amante giovane,

A fasci profumati

Dentro alla barca mobile

I suoi fiori ha gettati.

“Ecco, madonna, adornati

Di rose e di viole,

Nella gloria del sole

Che ti circonda!„

Ma sovra il remo celere

Io chino il volto intento,

Fuggiam sull'onde lucide

E ci sospinge il vento.

Remo; la barca dondola

Sull'acqua scintillante.

Il mio giovane amante

Mi guarda, e tace.

Sotto ai forti impassibili

Urtiam contro la riva:

L'ombre dei colli spezzano

La gaia luce estiva.

Su, per la strada ripida,

Piene di fior le braccia,

Salgo: e col sole in faccia,

E innanzi il mare,

Getto le rose pallide

Di gioia e di spavento,

Entro la bocca livida

Del cannone da cento!