II. COMMIATO.

Oggi sta meglio. Trepidante e lenta

Par le torni la vita; il viso bianco

A noi rivolge, e la pupilla spenta

Rifulge di chiarore incerto e stanco.

Il suo passato le ritorna in mente.

Ella si leva, frale e delicata,

E s'asside fra noi tacitamente,

Col suo blando sorriso d'ammalata.

Noi carezziamo trepidi, rapiti,

Il sottil viso e le dorate chiome;

E la curiamo con parole miti

E tenerezze che non hanno nome.

E noi sappiamo che non c'è speranza,

Che nulla al mondo la potrà salvare!

Ma quando torna alla sua cheta stanza,

L'andiam con un sorriso a accompagnare.

Chiusa la porta, ci guardiamo in faccia

Senza parlare!... — E ancor ci sta sul viso

— Spettro di gioia che il terrore agghiaccia —

La tragica menzogna del sorriso!