LETTERA D'AMORE.

Piove. — Sul mare corrono dei brividi

Sotto il vento stridente e fuggitivo

Nella penombra del salotto tepido

Dormon le rose. Sognano il giulivo

Sole. — Io ti scrivo.

Anche nell'ombra del mio core è un magico

Fiorir di sogni, pazzo e prepotente!

Come fiammanti rose esse inghirlandano

A te la bella testa indifferente.

Sogniam, le rose ed io, l'aurore fulgide

Del sole, della gloria e dell'amore!

Che importa la stagion triste? Che importano

Le tue superbie al mio superbo cuore?

Io t'amo, io t'amo! e a nuove altezze fulgide

Si lancia ad ala aperta il genio mio!

Ecco il canto d'amore che risuscita!

Ecco la rima — musica di Dio!

Vado ad amarti in settenari. Addio.

POSSIBILITÀ.

Non chiedere, amor mio, cose indiscrete.

Non chiedere al buon Dio vita che duri

Più de' brevi anni che concessi ne ha,

Non chieder luce ai fior, profumo agli astri,

Non alla vita la felicità!

Non chieder lauri all'arte; ed al poeta

Non chiedere denari in carità;

Non chieder perle al mare de' miei occhi,

Non chiedere al mio core fedeltà.

E poi che il Fato è caso, e il caso matto

Toglie a chi prega e a chi non chiede dà —

Forse la vita tua sarà felice,

E dopo morte avrai l'eternità.

Forse nel gran giardino oltre gli spazi

Dove Gesù tra bianchi angeli va,

Coglierai stelle profumate; e fiori

Che mandan luce nell'immensità.

Forse nel glauco mare de' miei occhi

Quel palombaro, Amore, desterà

La perla delle lagrime, dormente

Del guardo mio nella serenità.

E forse un dì, che s'ami una sol volta

E per sempre — il mio cor comprenderà!

Oggi non lo comprende; abbi pazienza.

Amami tu! Sarà quel che sarà!