SCENA II.
Erennio solo, indi Mirrina, Birria, Materina e uno stuolo di Donne.
Erennio
Ah! per Roma quadrata! Vengono proprio a questa volta. Vigiliamo l'ingresso.
(si pianta dinanzi alla porta per cui è entrato Catone)
Mirrina
(affacciandosi all'intercolonnio, seguita dallo compagne)
È entrato per di qua. Donne, seguiamolo!
Birria
(a Mirrina)
Purchè non sia per fargli il bocchìno!
Mirrina
Tira via, sciocco!
Erennio
Olà! che cos'è questo chiasso? Fatevi indietro!
Mirrina
(avvicinandosi sempre più, insieme colla folla)
Con che diritto? È luogo pubblico. Il Campidoglio appartiene a tutti i romani.
Erennio
Ecco, dirò. Non c'è nessun testo di legge che lo stabilisca. Il Campidoglio è fatto per gli Dei protettori di Roma e pel popolo radunato in giusti comizii, non già per la moltitudine tumultante. Capite? tu....mul....tuan....te! Chi tenta tumulto e sedizione in città, sia punito di morte.
Birria
Va là, burlone! Queste donne hanno a parlare di cose più gravi col Console.
Erennio
(squadrando la sua tunica di schiavo)
E se il tumultuante è di condizione servile, sia battuto con verghe e precipitato dal sasso Tarpeo.
Birria
Alla larga!
Mirrina
Che sasso? Che Tarpeo! Vogliamo andare dal Console.
Erennio
Ah! ricalcitrate? Vi parlerò da pubblico uffiziale. «Se vi pare, allontanatevi, o Quiriti!»
(con gravità)
Mirrina
E se non ci paresse?
Erennio
Ecco; il «se vi pare» è una locuzione, una formola, introdotta pel rispetto dovuto alla maestà del popolo romano. Così fu stabilito ab antiquo. Ma non ve fidate, perchè se non vi allontanaste colle buone....
Mirrina
(andandogli incontro con gesto petulante)
Che cosa faresti?
Erennio
Ehi, dico, giù quelle mani! Farei rispettare la legge. La legge è dura, ma è legge.
Materina
A me! a me!
(facendosi strada in mezzo alla calca)
Che leggi vai tu sfringuellando? Vuoi, o non vuoi tirarti da banda?
Erennio
(con atto di stupore)
Oh!... Materina!...
Materina
Sicuro... sua moglie, o Quiriti, e vedremo se non lascierà passare sua moglie.
Erennio
Che fai tu qui? Va a casa e medita le Dodici Tavole. Autorità di vita e di morte sulla moglie, è data al marito. Il testo parla chiaro.
Materina
Tirati in là colle tue dodici.... Favole! Io l'ho tutte in un calcetto. Figuratevi, Quiriti! Ei non fa che rompermi il capo colle sue leggi. Ma le faremo e le disfaremo noi, le tue leggi! Si comanda noi, oggi, e, se piace a Dio, si comanderà per un pezzo.
Erennio
Materina, dico! Non mi fate pasticci! Avreste bevuto vino, stamane? Sarà bastone e divorzio.
Materina
Bastone a me? Tu hai già sentito qualche volta di quante foglie sieno i miei garofani.
Birria
(sottovoce a Mirrina)
Com'io i tuoi, Mirrina!
Materina
Ripudiarmi, poi! Ah, lo volesse Giunone liberatrice, ch'io le porterei un voto largo tanto!
Erennio
Oh, insomma! La pazienza è stata già troppa e forza dee rimanere alla legge.
Materina
Sì, eh? Qua una mano, voi altre!
Tutte
(facendo impeto sul littore)
Dal Console! dal Console!
Erennio
Indietro, olà! Ehi, dico, Quiriti, se vi pare!...
(atterrato Erennio, la turba si scaglia verso la porta e sparisce)
Altro che parere! questo è sentire....
(tastandosi le membra indolenzite)
E il Console che dirà? Suvvia, coraggio, inseguiamole!
(raccatta il fascio da terra ed esce per la porta anzidetta)