SCENA IV.
Marco Fundanio e Detti, Birria in disparte.
(Marco Fundanio indossa una tunica bianca, listata di porpora, che scende poco oltre il ginocchio. Calzari allacciati sul collo del piede con striscie di porpora. Toga portata con garbo sugli òmeri. Cappello di feltro a tesa stretta, che toglie nello entrare. Mazzetta nera tra mani).
Birria
Tra male gatte è capitato il sorcio!
(tra sè)
Annia
Salve, speranza e presidio delle matrone romane.
Fundanio
Meglio amerei esser desiderio di una tra esse; ma valgo troppo poco, lo so. Comunque sia, son cosa vostra.
Volusia
(sotto voce a Claudia)
Senti, mamma, com'è carino? E' non par nemmeno uno di quelli che mettono il veto da per tutto.
Fundanio
(che ha udito le ultime parole di Volusia)
Bella fanciulla, io, se potessi, non metterei che un veto solo in mia vita.
Volusia
E a che cosa?
Fundanio
Alle tue nozze con Claudio Pulcro. Ma, per ciò fare, oltre il tuo beneplacito, mi bisognerebbe esser nobile, come uno della gente Claudia, della nobilissima tra tutte.
Claudia
(dopo un grazioso inchino)
Egli è pur vero che, di cotesti veto voi ne pronunziate troppo spesso, o tribuni.
Fundanio
Ma egli è vero altresì che se fossero consoli le matrone, il laticlavio ci avrebbe più ossequenti a gran pezza.
Annia
Oh, egli dee pur venire, il gran giorno! Dimmi, tribuno, non c'è' egli un'isola, dove le donne regnano sole, dopo aver messo gli uomini al bando?
Fundanio
Dicono, e invero, mi pare un po' troppo.
Annia
Ah, non dico già di mandarli via inesorabilmente....
Fundanio
Meno male!
Annia
Ma di tenerli in freno e di far le leggi un po' noi.
Fundanio
Dolcissime leggi! Esse hanno la mia tribunizia approvazione fin d'ora.
Claudia
Or dunque, Marco Fundanio, poichè a queste giovani donne la è girata così, e tutta Roma femminile lo vuole, siedi e narraci come stanno le cose.
Birria
Ah, sentiamo!
(da sè, stropicciandosi le mani)
Marzia
(avvedendosi della sua presenza)
Che fai tu qui? Va al tuo posto.
Birria
Alla porticina?
Marzia
No, all'ingresso dell'atrio, al balcone che guarda sulla strada, e chiunque venga, corri a darcene avviso.
Birria
Che peccato! E' voleva esser gustoso, questo tribuno delle donne.
(esce)
Fundanio
Da dove comincierò? Che tutta Roma femminile vuole l'abrogazione della legge, tu l'hai detto, nobilissima Claudia. Io dirò che; nel Foro, alla Basilica, alle Botteghe vecchie, al tempio di Càstore, nel borgo de' Toscani, al Velabro, non si parla più d'altro. Il popolo, così in di grosso, non mi pare che veda di mal occhio la cosa. E lo si capisce; tutti hanno donne, cui andare a' versi. Ma i vecchi...., i vecchi son duri. Basta; s'andrà ai comizi e là ci vedremo. I senatori, son nostri; già m'immagino che le belle matrone avranno fatto il poter loro, che è molto....
Marzia
Di ciò non darti pensiero; sanno il debito loro.
Annia
Io, tra ier l'altro, ieri e stamane, ho già veduto sessanta mogli di senatori. E ho girato senza cocchio! Ecco qui le mie tavolette; vedi? la Pubblia, le Cornelie, la Bebia; e qui la Giunia, le Flaminie, le Claudie.... insomma, ho detto sessanta. E tutte, ognuna dal canto suo, hanno fatto altrettanto. I mariti tentennano, ed è già molto che non ardiscano dire di no, come facevano prima.
Fundanio
In casa, sta bene; ma, nei comizi, come si diporteranno costoro? Ecco il guaio. Ma incominciamo dal meno. I comizi possono essere levati innanzi di conchiudere. Il rito dell'assemblea offre appigli e gretole agli avversarii, più che non vi pensiate.
Marzia
O come?
Fundanio
Vedete, se già tutte le centurie fossero adunate e la discussione avviata, e ad un tratto sparisse lo stendardo inalberato sul Gianicolo, sarebbe sciolta l'assemblea senza fallo. Ciò si è veduto altre volte, chè non si fece buona custodia lassù.
Marzia
Oh! ma si provvede. Una guardia di donne al Gianicolo!
Annia
E chi leverà lo stendardo sarà bravo, fosser pure gli apparitori di Marco Porcio Catone.
Fundanio
Oh, di questo non temo. Il console è uomo di virtù antica e non tenterà cose illegali. Egli, e ciò temo davvero, ci fulminerà colla sua maschia eloquenza. Un altro pericolo, e grave....
Annia
E quale?
Marzia
E quale?
Fundanio
Volusia
Come? Bisognerà che i polli mangino?
Fundanio
I polli, sicuro. Tu sei giovinetta ancora e nol sai; ma nessuna cosa di rilievo può farsi nella repubblica, senza aver favorevoli gli auspicii. Anche una assemblea è valida, se sono propizii i segni del cielo; se no, no. Ora, dico io, mangieranno, come a bestie ben costumate si addice? Può importare ai padri il contrario, e Giove ed Esculapio, patrono dei galli, possono vedere la cosa con occhio.... senatorio.
Marzia
Non ci avevo pensato. Sì, questa è grave.
Volusia
Ma.... se io potessi dire....
Claudia
Sentiamo la tua.
Volusia
Non è Claudio Pulcro l'àugure?
Claudia
Sì, e che perciò?
Volusia
Stassera egli verrà da noi....
Fundanio
A prender gli auspicî ne' tuoi occhi, a leggervi che il suo fato è felice....
Volusia
E i miei occhi non gli lascieranno leggere un bel nulla, fino a tanto i suoi polli non promettano ai mangiare a modo.
Fundanio
Possiamo dunque andarne sicuri. Egli dee conoscere i suoi polli, il tuo Claudio, ed ama certamente i tuoi occhi. Fin qui, dunque, tutto andrebbe a gonfie vele. Ma, egli c'è....
Annia
Ancora un ma?
Fundanio
Sì, e il più grosso. Io non ho collega ad aiutarmi. I due Bruti sono contrarii. Già, gente Giunia, sempre avversi alle novità e duri come macigni!
Marzia
Ma non hai dunque parlato a Valerio?
Fundanio
Se gli ho parlato!.... Averlo lui dalla nostra, lui, il più eloquente dei romani dopo Catone, sarebbe un trionfo sicuro, come se io lo tenessi nelle pieghe della toga.... Ma che volete? l'eloquenza del mio amico è incatenata al carro del futuro cognato. Lo pregai, lo scongiurai; ma invano. E mi troverò solo, e non son punto eloquente....
Volusia
Fundanio
(inchinandosi)
Io, certo. Colle donne ho le parole più facili; il mio estro s'accende; ma cogli uomini.... ah, cogli uomini, mi cascan le braccia. Farò quanto posso; ma prevedo male.
Volusia
Oh brutto, questo Valerio! Mi duole perfino ch'ei porti il nostro nome. E Fulvia gli ha da voler bene?
Annia
Fulvia è sorella a Catone; catoneggia anche lei.
Marzia
Lo credi?
Annia
Ma!.... E tu?
Marzia
Io credo che la donna è ciò che vuole; e l'uomo la segue.
Fundanio
Questo ha da esser vero.... per gli uomini che hanno la fortuna....
(con aria languida inchinandosi verso Marzia)
Marzia
Di meritare....
(ridendo)
Fundanio
Marzia
Cattivo! e che altro si è fatto, se non tirar dalla nostra il tribuno Marco Fundanio? Vuoi di più? Sappiamo il debito nostro. Ti si intreccieranno corone; ti si porterà in trionfo come Bacco.
Fundanio
(a Marzia)
Oh tigri! Parole, parole, e poi non sarà niente.
Birria
(in fretta dalle quinte)
Due matrone si son fermate all'ingresso, precedute da due schiavi piccini e bistorti.
Marzia
Fa entrare.
(Birria esce)
Annia
Ah! dovrebbero essere di Marco Porcio Catone, che ci ha i più brutti schiavi di Roma.
Fundanio
Stravaganze del grand'uomo. Ma, come qui le sue donne?
Marzia
Avevo preveduto la tua mala sorte con Valerio. Ora vedremo d'esser noi più fortunate.
Fundanio
Che non posson le donne?
Marzia
Or dunque, un gran colpo! Si va incontro al nemico. Tu, mamma, bada a Licinia; chè la va da consolessa a consolessa. Noi ci incaricheremo di Fulvia.